Rassegna

Musica e immaginazione per celebrare San Giorgio a Costa di Mezzate

Due appuntamenti tra barocco e coralità, nel segno del fantastico

Musica e immaginazione per celebrare San Giorgio a Costa di Mezzate

Costa di Mezzate riscopre la propria tradizione patronale attraverso la musica e l’immaginazione. Nasce così la rassegna “L’immaginazione e l’immaginario – Avventure sonore nel segno di San Giorgio”, promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Parrocchia, con l’obiettivo di valorizzare la figura del santo protettore e restituire centralità alle celebrazioni del 23 aprile.

Alla guida del progetto artistico c’è Alessandro Bottelli, che dopo l’esperienza dello scorso anno torna con una proposta articolata in due appuntamenti di alto profilo, capaci di intrecciare suggestioni musicali e riferimenti simbolici. Il filo conduttore è quello della fantasia: non a caso la figura di San Giorgio, cavaliere originario della Cappadocia, è legata al celebre episodio della lotta contro il drago, tramandato dalla “Legenda Aurea” con toni quasi fiabeschi.

Federico Guglielmo

Il primo concerto è in programma sabato 25 aprile alle 20.45 nella chiesa parrocchiale. Protagonista sarà l’ensemble L’Arte dell’Arco, realtà affermata a livello internazionale e diretta dal violinista Federico Guglielmo. Il programma propone un viaggio nel repertorio barocco con le celebri “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, esempio emblematico di musica a programma, affiancate dal Concerto Bwv 1055 di Johann Sebastian Bach con Roberto Loreggian al clavicembalo. Spazio anche all’Ouverture dalla Suite “Don Quixote” di Georg Philipp Telemann, omaggio a un altro cavaliere simbolo dell’immaginazione.

Coenobium Vocale

Il secondo appuntamento, giovedì 30 aprile sempre alle 20.45, vedrà protagonista il Cœnobium Vocale diretto da Maria Dal Bianco. Il coro maschile accompagnerà il pubblico in un percorso attraverso i secoli, dal canto gregoriano alla coralità contemporanea, passando per la polifonia rinascimentale e le suggestioni ottocentesche e novecentesche. Un itinerario che mette in luce, ancora una volta, la capacità della musica di trasformare il suono in racconto e visione.