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La sicurezza al centro del dibattito a Gorle (seguendo l’esempio del quartiere Baio)

Come in altre zone della Bergamasca, il tema è molto sentito. Focus su prevenzione dal basso e collaborazione tra cittadini e istituzioni

La sicurezza al centro del dibattito a Gorle (seguendo l’esempio del quartiere Baio)

di Alice Volpi

Giovedì 16 aprile, nell’auditorium del centro culturale di Gorle, si è svolto un incontro pubblico dedicato al tema della sicurezza, organizzato dall’associazione Abitanti quartiere Baio. Una serata partecipata, che ha riunito cittadini, amministratori e rappresentanti regionali attorno a un tema sempre più sentito.

Durante l’incontro è emersa con forza l’importanza della prevenzione “dal basso”. Tra gli strumenti più efficaci, le chat di quartiere già attive al Baio, utilizzate per segnalare in tempo reale movimenti sospetti e mantenere un contatto diretto con le forze dell’ordine. A queste si affiancano i cartelli di controllo di vicinato, posizionati all’ingresso delle vie con funzione deterrente.

La presidente dell’associazione Baio, Barbara Conti ha invitato ogni quartiere a dotarsi di una propria rete basata sulla conoscenza tra vicini.

Il sindaco Giovanni Testa ha confermato il sostegno del Comune a queste iniziative e ha ribadito l’importanza delle denunce: «Senza informazioni è difficile prevenire». L’amministrazione continuerà inoltre a investire nella videosorveglianza.

Al dibattito hanno preso parte anche i consiglieri regionali Ivan Rota e Davide Casati. Rota ha richiamato l’attenzione sul tema della percezione di insicurezza, e sulla necessità di ricostruire relazioni di vicinato.

Casati ha invece indicato alcune possibili soluzioni operative, tra cui il potenziamento della videosorveglianza con sistemi di lettura targhe e un utilizzo più mirato delle risorse nelle fasce orarie più a rischio, sulla base della sua esperienza da sindaco.

Tra le criticità evidenziate, la carenza di forze dell’ordine (…)

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