Costruttivo e diretto. Con parole importanti, soprattutto per l’ambiente. Raffaele Palladino ha parlato ieri (26 aprile) alla vigilia di Cagliari-Atalanta e, rispondendo a una domanda sul suo futuro, ha messo in chiaro il suo punto di vista.
Non è una questione di durata del contratto, nemmeno un problema di soldi: il tecnico della Dea cerca qualcosa di specifico, ovvero un progetto ambizioso, ed è pronto a valutare tutto con la società tra qualche settimana.
«Sono arrivato a Bergamo con grande entusiasmo – ha detto il mister -, ho cercato di fare il massimo e proverò a farlo fino al termine della stagione. Ho ancora un anno di contratto, come ho sempre detto, e lo dimostra anche la mia storia: non sono legato agli accordi e non mi importa nulla dei soldi. Scelgo le società, mi affeziono alle persone e cerco di lavorare con i dirigenti nel miglior modo possibile. Qui si lavora bene, sono contento e vedremo a fine stagione cosa vorrà fare la società».
Ribadendo che non è questione di «tre, quattro o cinque anni di contratto», Palladino ha dipinto lo scenario: lui a Bergamo si trova bene e lo ha detto più volte anche in passato, con un altro anno di contratto c’è ovviamente la necessità di trovare un accordo per il prolungamento (l’Atalanta non inizia la prossima stagione con un allenatore in scadenza) e quando il mister dice «vedremo cosa vorrà fare la società» dice chiaramente che per andare avanti vuole un progetto in cui buttarsi con anima e corpo.
Non più tardi di 15 giorni fa, l’amministratore delegato Luca Percassi si era espresso in questi termini, riferendosi al tecnico: «I nostri rapporti sono ottimi, abbiamo parlato del rinnovo e lui è molto contento di essere qui. Abbiamo avuto talmente tante partite che abbiamo posticipato i ragionamenti alle prossime settimane».
Quei ragionamenti si faranno, adesso è tempo di pensare al campo e cercare di andare in Europa o Conference League. Il resto si vedrà, ma i segnali (positivi) vanno tutti nella stessa direzione.