Così non va

L’attacco della Dea segna poco, a Cagliari hanno giocato tutti (tranne Sulemana) e non è bastato

Dal punto di vista degli uomini, Palladino le ha provate tutte. Ma la sensazione è che il problema non sia legato a moduli e schemi...

L’attacco della Dea segna poco, a Cagliari hanno giocato tutti (tranne Sulemana) e non è bastato

De Ketelaere e Raspadori con Scamacca centrale. Poi De Ketelaere più vicino a Scamacca. Poi Raspadori dietro Scamacca con De Ketelaere largo. Poi Krstovic vicino a Scamacca con Raspadori e De Ketelaere, poi Zalewski alla Zappacosta contro Palestra e infine Samardzic per De Ketelaere.

Contro il Cagliari, mancava solo Sulemana e poi tutti gli attaccanti a disposizione sarebbe scesi in campo, ma nonostante ciò non è arrivata la rete del 3-3 in una ripresa che ha comunque visto i bergamaschi costruire diverse opportunità.

Il fatto che praticamente tutti gli uomini offensivi sia stati utilizzati è un segnale di come Palladino ci abbia effettivamente provato, ma anche la conferma che la prossima estate bisognerà iniziare subito, durante il ritiro, a lavorare forte sul cinismo per alzare il livello quantitativo del gol segnati. Si tratta di una mancanza che non si può spiegare solo con moduli e scelte, ma che passa, anche e soprattutto, dal rendimento dei singoli.

Che si giochi con il tridente o con due centravanti poco importa. La capacità di giocare con coraggio non dipende dal modulo: bisogna provarci sempre. Le qualità sono evidenti e continuare a non metterle in campo fa passare il concetto che il livello dei calciatori nerazzurri sia basso. E invece non è così. Il potenziale offensivo della Dea è superiore a quello che abbiamo visto a Cagliari e anche in altre gare del recente passato.