Dopo la denuncia di una mamma e una nonna di due studenti della scuola media Donadoni di Città Alta, in cui segnalavano due studenti di 12 anni trovati in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi negli zaini, la dirigente scolastica dell’istituto, Rita Micco, ha rilasciato una circolare in cui si parla dell’avvio di un percorso di riflessione con gli studenti coinvolti, nonché dell’attivazione di provvedimenti disciplinari. L’episodio era avvenuto venerdì 17 aprile e riportato una decina di giorni più tardi, il 28 aprile, da L’Eco di Bergamo. Sul caso anche la polizia di Stato ha avviato degli accertamenti.
Anche la Questura vuole fare chiarezza
L’allarme è scattato venerdì 17 aprile, quando un insegnante ha notato un ragazzo mostrare ai compagni un oggetto sospetto, rivelatosi poi un coltello da cucina. È quindi scattata la perquisizione di zaini e giacche dell’intera classe, che aveva permesso di trovare nello zaino di un altro studente un martello e un piede di porco.
La scuola, nella circolare, smentisce la presenza di questi ultimi due oggetti, il martello e il piede di porco, ma conferma invece la presenza del coltello e di un manubrio da palestra. La scuola, si legge, «si è attivata immediatamente secondo le procedure previste: l’oggetto è stato rinvenuto e gestito con regolare verbalizzazione e riconsegna alla famiglia».
Non risulterebbero, però, chiamate al 112: un aspetto che ha sollevato ulteriore preoccupazione tra i genitori, specialmente alla luce di quanto accaduto a Trescore, dove uno studente ha accoltellato la propria professoressa di francese proprio alle scuole medie. La questura ha perciò preso contatti con la scuola, come riferisce L’Eco di Bergamo, avviando i relativi approfondimenti: fino a ieri, 28 aprile, non risultavano provvedimenti.
C’è poi la questione della perquisizione, che la scuola assicura essere stata fatta «in un clima di collaborazione e di rispetto». Se i genitori lamentavano di essere stati informati solo tramite un messaggio della rappresentante di classe, che parlava genericamente di controlli per motivi di sicurezza, dalla scuola spiegano che «le famiglie sono state informate al termine della giornata tramite comunicazione sul registro elettronico».
I Consigli di classe, ha poi aggiunto, «hanno avviato un percorso di riflessione con gli studenti coinvolti e sono stati attivati procedimenti disciplinari previsti dal regolamento di istituto, con una finalità educativa oltre che sanzionatoria, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi a comprendere quanto accaduto e a maturare consapevolezza».
La mamma che, tra le prime, ha denunciato quanto accaduto, ha voluto comunque ribadire una «assoluta mancanza di comunicazione da parte della scuola», fino al 28 aprile, quando è stata emessa la circolare, una decina di giorni dopo il fatto e durante i quali «non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale». Ora la polizia di Stato effettuerà i dovuti accertamenti, per fare luce sull’accaduto e sul perché non siano state allertate le forze dell’ordine.