di Paolo Aresi
Il dato fa pensare: a Bergamo i ricchissimi sono in aumento, rappresentano il 3,3 per cento dei contribuenti cittadini (esattamente sono 3.056 sui 120 mila abitanti) e detengono il 23,7 per cento della ricchezza. Più semplicemente, tre cittadini su cento raccolgono un quarto dell’intero reddito (dichiarato) della città.
Questa fettina di popolazione è quella che dispone di redditi annui superiori ai 120 mila euro. Un bel patrimonio. Che poi sarebbe interessante distinguere ulteriormente, perché un conto è percepire 120 mila euro e un altro disporre di un reddito di 500 mila euro annui…
Ma restiamo alla cifra che conosciamo. Che ci dice un’altra cosa importante: circa il 97 per cento della popolazione cittadina si divide il restante 76 per cento del reddito. Quindi: Bergamo è una città ricca, senza dubbio. Ma i ricchi sono sempre più ricchi e, di conseguenza, aumenta pure la platea dei poveri. Altro elemento importante: la concentrazione della ricchezza a Bergamo in poche mani è tripla rispetto al resto d’Italia, dove si scende dal nostro 23,7 all’8 per cento.
Anche in provincia assistiamo a un fenomeno simile: i contribuenti con redditi sopra i 120 mila euro sono 8.768, pure in crescita. Se anche la provincia risulta ricca di Paperoni, la differenza rispetto alla città resta evidente: in numeri assoluti, i ricchissimi in provincia sono più del doppio dei Paperoni cittadini, ma la popolazione è dieci volte superiore! La proporzione risulta inferiore all’uno per cento (esattamente circa lo 0,9 per mille) in provincia contro il 3,3 per cento in città.
Rifacciamo il calcolo
Altro elemento importante: dobbiamo considerare che in totale i contribuenti bergamaschi sono 844.716 (contro un milione e centomila abitanti), di cui in città circa 90 mila a fronte di 121 mila abitanti.
Città molto ricca, con una concentrazione forte delle risorse nelle mani di un gruppo ristretto di circa tremila persone. Quindi (…)