Le nomine

Nemici carissimi… Giovanni Sanga si ritrova Daniele Belotti nel Cda dell’aeroporto di Orio

Per Sacbo partita delicata in casa Pd: fuori Scarfone e Pedersoli. La sindaca sceglie un tecnico. Il meloniano Alessandro Vigentini verso l'ad di Uniacque

Nemici carissimi… Giovanni Sanga si ritrova Daniele Belotti nel Cda dell’aeroporto di Orio

Alla fine ce l’ha fatta. Nonostante gli ostacoli posti alla sua candidatura, Daniele Belotti è stato nominato consigliere d’amministrazione della Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto di Orio. L’ufficializzazione è arrivata nella mattina di giovedì 30 aprile. Dopo che nella serata precedente il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, aveva dato il via libera a Belotti, per un posto nel cda in quota via Tasso.

Oltre a lui, il nuovo cda è composto da Giovanni Sanga, Gianpietro Benigni, Fabio Bombardieri, Massimiliano Crespi, Stefano Gallini, Renato Redondi, Patrizia Savi, Pierluigi Zaccaria, Giovanni Zambonelli.

Per la Lega la candidatura di Belotti non è mai stata in discussione. Era stato il segretario provinciale del Carroccio Fabrizio Sala a dirlo a chiare lettere a PrimaBergamo. «Il nome indicato dalla Lega è Belotti». Punto. Nome invero non troppo gradito al presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, che gli avrebbe preferito il più moderato (e un po’ più tecnico) Giacomo Stucchi. Al confermatissimo numero uno dell’aeroporto, non è un mistero, sarebbe andata a genio anche la riconferma in toto dei consiglieri d’amministrazione uscenti. Insomma, tutti tranne che Belotti.

Sì, perché fra Sanga e lo storico esponente lumbard corre antica ruggine. Risale all’epoca in cui entrambi erano parlamentari a Roma. Allorquando Belotti, in virtù dell’incompatibilità di ruoli, “impose” a Sanga di decidere se rimanere a Montecitorio o restare il presidente di Sacbo. Sanga optò per l’aeroporto. Ma è evidente che ritrovarsi oggi il “nemico” leghista in casa sia scomodo. Anche se, invero, le vicende di Sacbo spesso travalicano i confini politici.

Daniele Belotti (Lega)

Strumentali invece paiono le accuse di mancanza di competenza in materia di bilanci nei confronti di Belotti. Perché a quel punto lo stesso dovrebbe valere anche per quei ruoli in cui il centrosinistra ha messo uomini più vicini al partito che luminari. Belotti poi gode del sostegno di Gafforelli, anche in virtù degli accordi interni al centrodestra che hanno portato alla vittoria in Provincia.

Più complicata invece la partita in casa dem. Erano due i nomi accreditati per il cda di Sacbo. Quello del consigliere uscente e amministratore delegato di Teb Gianni Scarfone e quello dell’ex segretario cittadino del Pd, Federico Pedersoli. Il primo espressione dell’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori che per due volte lo ha nominato anche in Sacbo. Il secondo, avvocato di grido con la passione per la politica, indicato dal partito. Un dualismo che però ha finito per mettere in evidenza la “divergenza di opinioni” nei dem. Con gli “istituzionali” orientati verso un nome e il partito invece verso un altro.

Ma tant’é, nel mezzo c’era la sindaca Elena Carnevali alla quale, in verità, spettava la scelta finale. Ebbene, non ha scelto né l’uno né l’altro, preferendo, in quota Comune di Bergamo, un tecnico. Il professore universitario Renato Redondi, nello scorso mandato nominato in Sacbo da Pasquale Gandolfi su imprimatur della Lega (…)

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