Macchina del tempo

Il cuore di Stezzano ospiterà un plastico che mostrerà com’era la piazza nel 1700

Lo storico Antonio Lamera, con il pieno appoggio del sindaco Tangorra, donerà alla comunità un’opera che documenta le radici urbanistiche del centro

Il cuore di Stezzano ospiterà un plastico che mostrerà com’era la piazza nel 1700

Il patrimonio storico di Stezzano si arricchisce di un nuovo, ambizioso progetto: la ricostruzione in scala della piazza cittadina come appariva nel XVIII secolo.

L’idea è dello studioso Antonio Lamera, che ha ricevuto il pieno appoggio del sindaco Simone Tangorra per realizzare e donare alla comunità un’opera che documenta le radici urbanistiche del centro.

L’ispirazione e i dettagli

«L’idea mi venne una quindicina di anni fa, quando, in una grande teca nella piazza di Gressoney, vidi la riproduzione in plastico del castello dei Savoia – racconta Lamera -. Tuttavia, all’epoca la accantonai per motivi monetari, ma anche familiari, visto che mia moglie Serafina si stava ammalando. Ora, cambiata la situazione, l’ho ripresa in mano».

Il dono che lo storico intende fare agli stezzanesi è una vera macchina del tempo racchiusa in una teca concepita come un’edicola di 100 per 160 centimetri. Il plastico ricostruisce la Càneva e la piazza del 1746, basandosi sulle mappe del cabreo Caroli e sui documenti del gruppo di ricerca “Stezzano, la storia”.

Un bozzetto della teca che ospiterà il plastico di Stezzano

Le proporzioni non sono esattamente speculari alla piazza attuale, poiché mantenere un rapporto di scala assoluto avrebbe richiesto una struttura lunga 12 metri, proibitiva sia per l’ingombro urbano che per i costi di realizzazione.

«Sulla parete esterna della Càneva sapevamo esserci un dipinto, ma il suo soggetto è rimasto un mistero fino a un mesetto fa, quando (…)

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