durante un servizio di controllo

Era ricercato dal 2024: ventinovenne marocchino arrestato a Cividate al Piano

L'uomo era già noto per il suo coinvolgimento in attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante il fermo ha reagito aggressivamente

Era ricercato dal 2024: ventinovenne marocchino arrestato a Cividate al Piano

È stato arrestato, nella notte tra il 24 e il 25 aprile, a Cividate al Piano un 29enne di origine marocchina da tempo ricercato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bergamo. A fermarlo i carabinieri della stazione di Martinengo all’esterno di un esercizio pubblico, nel corso di un servizio di controllo del territorio inserito in un più ampio dispositivo di monitoraggio disposto dalla compagnia di Treviglio.

Alla richiesta di esibire i documenti T.R., queste le iniziali del 29enne, ha reagito con atteggiamento aggressivo, con minacce e opponendo resistenza nei confronti dei militari. Bloccato e condotto negli uffici per le operazioni di identificazione, l’uomo ha continuato a mantenere una condotta violenta, arrivando a minacciare di morte i carabinieri e a opporre resistenza fisica.

Già noto alle forze dell’ordine: doveva scontare oltre 5 anni di reclusione

Solo all’esito del fotosegnalamento è stato possibile accertarne la reale identità, confermando il suo stato di ricercato. Dagli accertamenti è emerso come il 29enne fosse già noto alle forze dell’ordine per il coinvolgimento in attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare nelle aree boschive delle province di Bergamo, Milano e Varese. In passato era emerso quale figura di rilievo nella gestione di una piazza di spaccio nell’area di Ciserano, operando con il fratello.

A seguito delle indagini condotte dai carabinieri di Zingonia, nei suoi confronti era stata disposta la misura del divieto di dimora in provincia di Bergamo. Nonostante ciò, il 29enne era stato successivamente individuato quale componente di un gruppo criminale che trafficava stupefacenti nelle aree boschive tra Casale Litta e Sumirago (Varese). Nel gennaio 2022 era stato sottoposto a fermo: in quell’occasione, era stato trovato in possesso di due machete, utilizzati a scopo intimidatorio.

Nel luglio 2022, durante le operazioni di espulsione verso il Marocco all’aeroporto di Milano Linate, aveva inoltre dato luogo a una violenta reazione nei confronti degli operatori di polizia, aggredendoli fisicamente e rendendo necessario il suo contenimento anche mediante l’utilizzo del taser. Nel corso dell’ultimo intervento, l’uomo è stato fermato in compagnia di una minorenne, trovata in possesso di sostanza stupefacente.

Durante il trasporto e e successivamente presso la compagnia di Treviglio, ha reiterato condotte violente, danneggiando l’abitacolo dell’auto di servizio e rendendo necessario l’intervento del personale sanitario del 118. Al termine delle operazioni, con il pm di turno della Procura della Repubblica di Bergamo, T.R. è stato dichiarato in arresto anche per resistenza a pubblico ufficiale.

All’esito del giudizio direttissimo, è stato quindi trasportato nella Casa Circondariale di Bergamo per l’espiazione della pena residua di oltre cinque anni di reclusione.