sequestrati 8,6 milioni di euro

Fatture false e riciclaggio a Grumello del Monte: arrestata una coppia cinese

I coniugi accusati di aver gestito una rete di società intestate a connazionali prestanome per emettere fatture per operazioni inesistenti

Fatture false e riciclaggio a Grumello del Monte: arrestata una coppia cinese

Operazione della Procura di Bergamo nella mattinata del 6 maggio: circa 60 finanzieri dei comandi provinciali di Bergamo e Milano hanno eseguito quattro misure cautelari, tra cui due arresti in carcere, un arresto domiciliare e un obbligo di firma, oltre al sequestro 8,6 milioni di euro.

Tra fatture false, riciclaggio e tentata estorsione, l’intervento ha riguardato 21 persone fisiche e 9 società, con perquisizioni domiciliari effettuate anche con il supporto delle unità cinofile specializzate “cash dog” e l’acquisizione di documentazione in diverse imprese.

Riciclaggio, tentata estorsione ed esercizio abusivo

Complessivamente gli indagati sono 41. I reati contestati riguardano diverse ipotesi di illecito fiscale, tra cui emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. A questi si aggiungono accuse di riciclaggio per oltre tre milioni di euro, tentata estorsione, somministrazione illecita di manodopera ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Al centro dell’indagine, come riporta Corriere Bergamo, due coniugi di origine cinese, residenti a Grumello del Monte: l’uomo è stato condotto in carcere, mentre la donna è agli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito, gestivano una rete di aziende operanti nel settore manifatturiero delle confezioni, tutte con sede allo stesso indirizzo e intestate a prestanome connazionali.

Le società sarebbero state utilizzate per emettere fatture false a favore di imprese attive nelle province di Bergamo e Brescia. Il sistema avrebbe consentito alle aziende clienti di evadere le imposte e di ottenere liquidità in contanti, restituita dai promotori dell’organizzazione al netto di una commissione.

Il denaro, secondo gli investigatori, proveniva anche dalla gestione di sale slot e da soggetti di etnia sinica e indiana, a loro volta riciclatori di denaro contante generato da proprie attività illecite. Le indagini hanno inoltre documentato episodi di violenza e pressioni con modalità estorsive nei confronti di alcuni prestanome, utilizzati come intestatari formali delle imprese. I sequestri, 8,6 milioni complessivi, hanno riguardato disponibilità finanziarie, quote societarie, immobili e autovetture.