Una stretta alle recensioni online: nella nuova legge sulle Pmi, entrata in vigore lo scorso 7 aprile, nuovi requisiti stringenti fissano vincoli severi a tutela di case vacanza, hotel, ristoranti, terme o altre attrazioni turistiche o attività commerciali. La norma stabilisce quali recensioni possono restare online, quando una struttura può contestarli e quali pratiche diventano più esposte ai controlli.
Nuova legge in vigore dal 7 aprile
«Per la prima volta, quindi, l’ordinamento italiano si dota di una disciplina specifica contro il fenomeno delle false recensioni online – spiega Mina Busi, presidente Adiconsum Bergamo. Negli ultimi anni, le recensioni online hanno assunto un ruolo determinante nelle scelte dei consumatori, incidendo in modo significativo sulla reputazione e sui risultati economici delle attività commerciali».
«Proprio per questo – prosegue -, il legislatore è intervenuto per arginare abusi e manipolazioni, rafforzando le tutele per imprese e consumatori. La normativa mira, in particolare, a garantire maggiore trasparenza e affidabilità delle opinioni pubblicate sulle piattaforme digitali, promuovendo un mercato più equo e competitivo, fondato su informazioni veritiere e verificabili. L’obiettivo è restituire affidabilità al sistema delle recensioni online, tutelando la libertà di scelta dei consumatori e garantendo condizioni di concorrenza più corrette tra gli operatori economici».
Recensioni entro trenta giorni e dalla durata massima di due anni
Queste le principali novità inserite nella normativa. Innanzitutto c’è il termine massimo per la pubblicazione: una recensione è considerata valida solo se pubblicata entro trenta giorni dall’effettiva fruizione del servizio o dall’acquisto del prodotto e deve essere coerente con l’esperienza reale del consumatore. Le recensioni, inoltre, avranno una durata limitata: trascorsi due anni dalla pubblicazione, perdono rilevanza e possono essere rimosse su richiesta dell’operatore interessato.
Per contrastare le recensioni non autentiche, la normativa prevede che l’attendibilità del contenuto sia supportata da idonea documentazione, come scontrini, ricevute o fatture. Inoltre, la recensione deve provenire esclusivamente da una persona fisica che abbia effettivamente usufruito del servizio o acquistato il prodotto.
È inoltre vietata qualsiasi forma di acquisto, vendita o intermediazione di recensioni e interazioni online. Allo stesso modo, sono considerate illecite le recensioni pubblicate in cambio di sconti, vantaggi o altri incentivi offerti dall’esercente.
False recensioni: un fenomeno diffuso
L’efficacia della nuova normativa sarà pienamente operativa solo a seguito della pubblicazione delle relative linee guida applicative. In questo quadro, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) avrà il compito di definire le modalità di controllo e di vigilare sul rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online, con la possibilità di sanzionare eventuali pratiche commerciali scorrette.
Parallelamente, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) si occuperà del dialogo con le piattaforme digitali, affinché queste adottino e rispettino il Codice di Condotta previsto dalla normativa. Agcm e Agcom stanno attualmente lavorando alla predisposizione dei documenti attuativi, che chiariranno nel dettaglio le modalità operative della nuova disciplina e ne renderanno effettiva l’applicazione.
«Le false recensioni online – conclude Busi – sono un fenomeno diffuso, spesso orchestrato da aziende specializzate per manipolare le scelte, spingendo all’acquisto con valutazioni esagerate o danneggiando la concorrenza con diffamazioni. Il mercato delle false recensioni è in crescita, talvolta legato a vere e proprie truffe che sponsorizzano prodotti o investimenti. Bisogna saper analizzare le date (molte recensioni in pochi giorni indicano una campagna fake); controllare il profilo (verificare se l’utente ha scritto altre recensioni attendibili) e cercare conferme (confrontare le recensioni su più piattaforme). Con l’IA il rischio aumenta».