Teatro

“Riccardo III” chiude la stagione di prosa al Donizetti: Maria Paiato protagonista della tragedia del potere

Dal 9 al 17 maggio il capolavoro di Shakespeare in scena a Bergamo con la regia di Andrea Chiodi: un viaggio nel lato oscuro dell’animo umano tra seduzione e crudeltà

“Riccardo III” chiude la stagione di prosa al Donizetti: Maria Paiato protagonista della tragedia del potere

Si chiude nel segno di Shakespeare la Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti, che dal 9 al 17 maggio porta sul palco cittadino “Riccardo III”, una delle tragedie più celebri del repertorio elisabettiano. Protagonista assoluta Maria Paiato, interprete di straordinaria intensità chiamata a confrontarsi con uno dei personaggi più complessi e disturbanti della storia del teatro.

Accanto a lei un ampio ensemble di attori diretti da Andrea Chiodi, per una produzione condivisa da importanti realtà nazionali come il Centro Teatrale Bresciano, il Teatro Nazionale di Genova, il Teatro Biondo di Palermo e il Teatro di Roma – Teatro Nazionale.

Il progetto nasce da un forte desiderio della stessa Paiato, che insieme al regista ha costruito una lettura del testo capace di restituire la potenza originaria della scrittura shakespeariana. Una scelta interpretativa che affida a un’attrice il ruolo del crudele duca di Gloucester, figura emblematica di ambizione e spietatezza, senza indulgere sulla deformità fisica ma concentrandosi piuttosto sulla complessità psicologica e sulla capacità di seduzione del male.

«Affascinante, ironico, seducente, ma spaventosamente lucido», così Chiodi descrive il suo Riccardo, sottolineando come il cuore dello spettacolo risieda nell’indagine dell’animo umano e nella sua inesausta sete di potere. Una riflessione che attraversa i secoli e si fa ancora oggi attuale, interrogando il pubblico sulle radici profonde della violenza e dell’ambizione.

Scritta intorno al 1592, “Riccardo III” racconta l’ascesa e la caduta del sovrano inglese, ultimo capitolo della tetralogia storica shakespeariana dedicata alla guerra delle Due Rose. La vicenda culmina nella battaglia di Bosworth Field del 1485, che segna la fine della dinastia dei Plantageneti e l’avvento dei Tudor. Al centro, un protagonista capace di esercitare un fascino ambiguo e irresistibile, nonostante – o forse proprio grazie a – la sua natura profondamente malvagia.

Lo spettacolo, della durata di 2 ore e 45 minuti compreso intervallo, sarà in scena alle 20.30, con repliche pomeridiane domenica. Giovedì 14 maggio alle 18, nella Sala Musica del teatro, è previsto un incontro con la compagnia e Maria Paiato, coordinato dalla direttrice artistica Maria Grazia Panigada. Un’occasione per approfondire uno spettacolo che promette di lasciare il segno, chiudendo la stagione con uno sguardo potente e inquietante sulla natura umana.