di Fabio Gualandris
A un anno dalla scomparsa (24 maggio 2025) e a ottantotto dalla nascita (18 maggio 1938), Albino ricorda Remo Ponti con la posa di due targhe e l’allestimento una mostra antologica.
Ponti era molto conosciuto e apprezzato ad Albino: in località Piazzo ha dato forma a un capolavoro, trasformando un semplice muro in un’incredibile opera d’arte, scolpendo oltre mille pietre che raccolgono altrettanti pensieri e storie.
Visitato da persone vicine e lontane, ha ispirato il nome a quel tratto di strada: “Via delle pietre”, un’opera d’arte regalata a tutti, bene prezioso da valorizzare e conservare con cura. Altri suoi lavori abbelliscono Albino sul piazzale dei Caduti, lungo la ciclopedonale della Valle Seriana, nei giardini, nelle abitazioni, nei cimiteri.
«Ho avuto la fortuna di essere testimone delle origini di una meraviglia – spiega Sergio Moioli -, un muro con ben 1.060 pietre scolpite. Ho conosciuto Remo una domenica di marzo 2014, quando già aveva scolpito una trentina di quelle pietre. L’ho incontrato in maniera casuale, mentre facevo una passeggiata in Piazzo, dopo parecchio tempo che non passavo da quelle parti, non abitando più ad Albino da moltissimi anni. Mi aveva subito colpito la particolarità della sua tecnica di scultura, con tanti piccoli colpi di scalpello ravvicinati, e l’originalità delle forme che dava a ogni pietra».
Dopo qualche mese Moioli incontra l’amico e fotografo albinese Ferruccio Carrara, parlano di Remo e del muro e si scoprono entrambi rapiti dalla genialità dell’opera.
«Così da allora – continua -, quando tornavo ad Albino, con Carrara si andava sempre al muro (…)