Troppi pochi iscritti

Alla primaria Ghisleni di Città Alta non ci sarà una nuova classe prima, adesso è ufficiale

Con soli sette bimbi, il prossimo anno scolastico partirà senza una classe prima. Dovranno frequentare la sezione Locatelli in città bassa

Alla primaria Ghisleni di Città Alta non ci sarà una nuova classe prima, adesso è ufficiale

Niente da fare: alla scuola primaria Ghisleni di Città Alta non partirà una nuova classe prima, il prossimo settembre. E il suo futuro si fa sempre meno roseo. I nuovi iscritti, per l’anno scolastico 2026/2027, erano soltanto sette, che ora dovranno frequentare la sezione Locatelli dello stesso istituto comprensivo Donadoni.

Una situazione che si respirava, purtroppo, già da tempo e che si è tentato di scongiurare fino alla fine. Già per quest’anno scolastico, 2025/2026, gli iscritti erano soltanto quindici. L’anno precedente, le sezioni erano già passate da due a una.

Estendere il servizio di trasporto? Impossibile

I genitori, ora, si ritrovano a dover fare i conti con l’assenza di un servizio di trasporto dedicato. Come ha segnalato anche una mamma a L’Eco di Bergamo, che ha anche riportato la notizia: per i bambini di Città Alta che frequentano la Ghisleni, il trasporto c’è; per quelli di Città Alta che devono scendere in città bassa, invece, no. Il servizio, inoltre, non può nemmeno essere esteso.

A spiegarlo è l’assessora all’Istruzione, Marzia Marchesi: prolungare in centro città l’attuale servizio, che è al momento previsto in Città Alta e Colli verso la primaria Ghisleni e la scuola dell’infanzia San Vigilio, e ritorno, non è possibile, perché implicherebbe o l’arrivo in grande anticipo degli studenti di Città Alta, o in ritardo di quelli di città bassa.

L’unica soluzione è quella di creare un servizio di trasporto apposito: l’ipotesi, ha spiegato, è già al vaglio degli uffici, ma per la sua realizzazione serve valutare diversi aspetti sia organizzativi che di tipo economico. L’amministrazione si era messa a disposizione per estendere, invece, la possibilità di usufruire del trasporto verso Città Alta anche agli studenti che vivono in quella bassa, proprio per cercare di spingere sempre più persone a iscrivere i propri figli alla Ghisleni, ma non è bastato.

Non è bastato nemmeno l’impegno della dirigente scolastica Rita Micco, che nelle scorse settimane aveva tentato di trovare soluzioni per garantire che una classe prima venisse comunque avviata, nonostante i numeri esigui.