Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 13 maggio, è venuto a mancare il piccolo Giulio Lovera, 9 anni, travolto da una Smart in piazzale Risorgimento nel quartiere Loreto a Bergamo. In serata un centinaio di persone – tra residenti del quartiere e famiglie con figli alla Scuola Rodari – si sono radunate spontaneamente sul luogo della tragedia per un flashmob silenzioso in ricordo di Giulio. Una bimba ha disegnato un angelo sull’asfalto con un gessetto bianco, un’altra traccia dei girasoli. Altri bambini hanno scritto messaggi rivolti agli automobilisti, come “Non usare il telefono alla guida” o “Ora dovete fermarvi”, ma anche al Comune, “Fate le strisce”. E le strisce sono comparse davvero tratteggiate sull’asfalto da un papà.
La tragedia davanti agli occhi del padre
L’incidente è avvenuto poco dopo le 16.20. Giulio, che avrebbe compiuto 10 anni ad agosto e frequentava l’istituto Imiberg, si trovava insieme al padre nei pressi del laboratorio della madre in piazzale Risorgimento. Dopo essersi fermato con l’auto poco distante, il padre avrebbe chiesto al figlio di tornare dalla madre. Il bambino ha iniziato ad attraversare la strada passando tra le auto ferme al semaforo, senza accorgersi dell’arrivo di una Smart nella corsia opposta. Alcuni testimoni raccontano di aver sentito il clacson di un camionista che tentava di avvisarlo, ma pochi istanti dopo l’impatto è stato inevitabile. Giulio è stato sbalzato sull’asfalto a diversi metri di distanza.
I soccorsi e il dolore della famiglia
I soccorritori del 118 hanno tentato a lungo di rianimare il bambino prima del trasporto urgente all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il suo cuore ha smesso di battere poco dopo il ricovero. La tragedia ha lasciato sotto choc l’intero quartiere. Le urla disperate della madre, accorsa subito sul luogo dell’incidente, hanno profondamente colpito i presenti. Anche il fratellino del piccolo è rimasto sul posto durante i rilievi, osservando la scena mentre alcune persone cercavano di confortarlo. Nel laboratorio “ArtEstetica”, gestito dalla madre, è apparso un cartello con la scritta “Chiuso per lutto”, accompagnato da una rosa bianca lasciata da qualcuno del quartiere.
«Quel punto è pericoloso da anni»
La morte di Giulio ha riacceso la rabbia dei residenti, che da tempo denunciano la pericolosità del tratto di strada dove è avvenuto l’investimento. Nel punto in cui termina il marciapiede non esiste infatti un attraversamento pedonale, nonostante le richieste avanzate negli anni da commercianti e abitanti della zona. Secondo i residenti, il piazzale è frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e studenti che attraversano la strada per raggiungere case, negozi e scuole. Nello stesso punto, nel febbraio 2020, si era verificato un incidente molto simile che aveva coinvolto una bambina di 8 anni.
Messa oggi con il vescovo
E oggi una messa celebrata dal vescovo Francesco Beschi (la sua presenza era già programmata) ha ricordato il piccolo Giulio. All’arrivo alla sua scuola, l’istituto Imiberg, gli studenti sono stati accolti da don Matteo Stoduto, rettore dell’istituto che comprende infanzia, primaria e secondaria di primo grado e che è frequentato anche dal fratello maggiore di Giulio. La dirigente entrante della primaria, Paola Scuderi, ha sottolineato con emozione come l’incontro con il sacerdote sia servito a «dare speranza ai bambini davanti al tragico fatto». Anche la dirigente uscente Nicoletta Galizzi ha richiamato il ruolo degli adulti nel trasmettere ai più piccoli l’idea che la vita non finisca in modo così improvviso e doloroso.
Camera ardente
La camera ardente sarà allestita oggi, giovedì 14 maggio, alla Casa del commiato di Brembate Sopra.