I nuovi dati IRPEF pubblicati il 26 aprile 2026 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze disegnano una fotografia in chiaroscuro per la provincia di Bergamo. Se da un lato i redditi medi crescono del 3,88% rispetto al 2023, superando di poco la media lombarda, dall’altro la provincia perde una posizione nella classifica regionale, scivolando dal quarto al quinto posto e cedendo il passo a Varese.
Un sorpasso che brucia, considerando che nel 2023 Bergamo era ancora davanti ai vicini varesini di appena 17 euro. Oggi, dodici mesi dopo, è Varese a trovarsi davanti di 17 euro: un’inversione di marcia che testimonia come la crescita bergamasca, pur positiva, non sia stata sufficiente a tenere il passo delle province più dinamiche della Lombardia.
Flextax.it, piattaforma italiana specializzata nella gestione fiscale delle partite IVA, ha analizzato per noi i numeri delle dichiarazioni dei redditi 2024 su base comunale, restituendo un quadro dettagliato della situazione economica della provincia.
Il sorpasso di Varese: quando 17 euro cambiano tutto
Nel 2023 Bergamo poteva vantare un reddito medio di 26.271 euro contro i 26.254 euro di Varese: un vantaggio simbolico di appena 17 euro, ma sufficiente a garantire il quarto posto in classifica. Nel 2024 la situazione si ribalta completamente. Varese accelera con una crescita del 4,01%, portando il reddito medio a 27.307 euro, mentre Bergamo cresce del 3,88% fermandosi a 27.290 euro.
La differenza? Sempre 17 euro, ma questa volta a favore dei varesini. Un gap minuscolo in valore assoluto, ma pesantissimo in termini di posizionamento: Varese sale al quarto posto, Bergamo retrocede al quinto. Una beffa statistica che certifica come la provincia bergamasca, pur migliorando i propri numeri in valore assoluto, non riesca a mantenere il ritmo delle altre realtà lombarde.
Sotto la media lombarda: il dato che preoccupa
Ma c’è un altro elemento che emerge con forza dall’analisi dei dati: Bergamo si trova sotto la media lombarda. Con i suoi 27.290 euro di reddito medio, la provincia si colloca 355 euro sotto la media regionale di 27.645 euro, pari a un -1,3%. Un divario contenuto, certo, ma significativo per una provincia che si è sempre considerata tra le locomotive economiche della regione.
Il confronto con le altre province lombarde conferma questa posizione intermedia: Bergamo si trova a metà classifica, lontana dal podio occupato dalle province dell’area metropolitana milanese, ma comunque in vantaggio sulle sette province della parte bassa della graduatoria.
Milano irraggiungibile, Brescia alle spalle
Il gap con Milano, prima in classifica, resta consistente: 6.513 euro di differenza, pari al 19,3% in meno. Il capoluogo lombardo, con i suoi 33.803 euro di reddito medio, continua a dominare la scena regionale, seguito da Monza-Brianza (29.827 euro) e Lecco (29.232 euro). Bergamo si trova oltre 2.000 euro sotto Monza e quasi 2.000 euro sotto Lecco, un distacco che negli ultimi anni non si è ridotto.
Preoccupa invece la pressione che arriva dal basso: Brescia, decima in classifica con 26.529 euro, si trova a soli 761 euro di distanza. Con una crescita sostenuta, la provincia bresciana potrebbe presto insidiare la posizione bergamasca. Anche Lodi, sesta in classifica, incalza con 27.227 euro, appena 63 euro sotto Bergamo.
Chi cresce più velocemente: Mantova batte tutti
Se guardiamo al tasso di crescita, Bergamo non brilla. Con il suo +3,88%, la provincia si colloca al sesto posto tra le dodici province lombarde per dinamismo economico. A guidare la classifica della crescita è Mantova, con un impressionante +4,22%, seguita da Varese (+4,01%) e Sondrio (+3,99%).
È proprio questo il dato che spiega il sorpasso varesino: mentre Bergamo cresceva del 3,88%, Varese metteva a segno un +4,01%, sufficienti per conquistare la quarta posizione. Anche Como (+3,97%) e Lodi (+3,91%) hanno fatto meglio di Bergamo, dimostrando maggiore dinamismo economico.
In fondo alla classifica per crescita troviamo invece Lecco, con un modesto +3,55%, seguita da Milano (+3,58%) e Brescia (+3,59%). Province ricche, quindi, ma con crescite più contenute rispetto alle realtà di media classifica che cercano di recuperare terreno.
La classifica completa delle province lombarde
Ecco come si posizionano le dodici province lombarde per reddito medio 2024:
Milano guida con 33.803 euro, in crescita del 3,58% rispetto al 2023. Il capoluogo lombardo mantiene saldamente il primato, con un vantaggio di quasi 4.000 euro sulla seconda classificata. La provincia ospita 2.486.066 contribuenti e rappresenta il cuore finanziario ed economico della regione.
Monza-Brianza si conferma al secondo posto con 29.827 euro, cresciuta del 3,81%. L’hinterland milanese continua a beneficiare della vicinanza al capoluogo, con 668.983 contribuenti che godono di redditi superiori alla media.
Lecco occupa il terzo gradino del podio con 29.232 euro, nonostante sia la provincia con la crescita più bassa della Lombardia (+3,55%). I suoi 259.126 contribuenti possono comunque vantare redditi tra i più alti della regione, grazie a un tessuto industriale solido.
Varese conquista il quarto posto con 27.307 euro e una crescita del 4,01% che le ha permesso di superare Bergamo. I 648.909 contribuenti varesini beneficiano di un’economia diversificata e dinamica.
Bergamo deve accontentarsi del quinto posto con 27.290 euro, cresciuta del 3,88%. Gli 844.716 contribuenti bergamaschi vedono aumentare i propri redditi, ma non abbastanza da mantenere la quarta posizione dell’anno precedente.
Lodi segue da vicino al sesto posto con 27.227 euro (+3,91%), a soli 63 euro da Bergamo. I 172.929 contribuenti lodigiani mostrano un’economia agricola e logistica in crescita.
Como si piazza settima con 26.919 euro, in crescita del 3,97%. La provincia lariana con i suoi 442.014 contribuenti mantiene una posizione solida nella metà alta della classifica.
Cremona è ottava con 26.764 euro (+3,80%), mentre Pavia occupa il nono posto con 26.575 euro (+3,86%). Entrambe le province della bassa Lombardia si mantengono sopra i 26.000 euro di reddito medio.
Brescia, decima in classifica, registra 26.529 euro con una crescita del 3,59%. Con 951.028 contribuenti, è la seconda provincia lombarda per popolazione, ma fatica a tenere il passo delle province più ricche.
Mantova si posiziona all’undicesimo posto con 25.778 euro, ma è la provincia con la crescita più alta della Lombardia (+4,22%). I 310.770 contribuenti mantovani vedono migliorare rapidamente la propria situazione economica.
Chiude la classifica Sondrio con 24.488 euro, in crescita del 3,99%. La provincia alpina, con i suoi 139.928 contribuenti, resta distante dalle altre realtà lombarde, penalizzata dalla geografia montana e da un tessuto economico più fragile.
Una crescita che non basta
L’analisi dei dati restituisce quindi un quadro ambivalente per Bergamo. Da un lato, la crescita del 3,88% è reale e porta nelle tasche dei bergamaschi circa 1.019 euro in più rispetto all’anno precedente. Una buona notizia per gli 844.716 contribuenti della provincia, che vedono aumentare il proprio potere d’acquisto.
Dall’altro lato, però, questa crescita si rivela insufficiente nel confronto con le altre province lombarde. Il sorpasso di Varese, la pressione di Brescia e Lodi, il gap persistente con le province dell’area milanese: sono tutti segnali che indicano come Bergamo stia perdendo competitività nel panorama regionale.
Il fatto che la provincia si trovi sotto la media lombarda, seppur di poco, è un ulteriore campanello d’allarme. In una regione che rappresenta il motore economico dell’Italia, non riuscire a mantenere il passo medio significa inevitabilmente arretrare nel confronto con le altre realtà territoriali.
Le sfide per il futuro
I dati elaborati da Flextax.it pongono quindi alcune domande alle quali la provincia dovrà rispondere nei prossimi anni. Come recuperare il terreno perduto rispetto a Varese? Come difendersi dalla pressione di Brescia? E soprattutto, come ridurre il gap con le province dell’area metropolitana milanese?
La risposta passa probabilmente da una crescita economica più sostenuta, che richiede investimenti, innovazione e politiche di sviluppo territoriale efficaci. Il tessuto industriale bergamasco, storicamente solido, deve trovare nuovi stimoli per rilanciare la competitività della provincia nel contesto lombardo e nazionale.
Una cosa è certa: la fotografia scattata dai dati IRPEF 2024 mostra una Bergamo che cresce, ma non abbastanza velocemente. E in una competizione tra territori, non basta migliorare: bisogna migliorare più degli altri.
I dati analizzati in questo articolo provengono dalle dichiarazioni dei redditi 2024 (anno d’imposta 2023) pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 26 aprile 2026 ed elaborate da Flextax.it, piattaforma italiana specializzata nella gestione fiscale delle partite IVA.