Giochi di potere

Presidenza di Promoberg, è stata Confindustria a far eleggere il suo “nemico” Paolo Agnelli

La candidatura pareva tramontata, invece gli industriali l’hanno “ripescata” e sostenuta, fino alla vittoria, nonostante i rapporti con lui non idilliaci

Presidenza di Promoberg, è stata Confindustria a far eleggere il suo “nemico” Paolo Agnelli

È Paolo Agnelli, patron del gruppo dell’alluminio, il nuovo presidente di Promoberg, la società di gestione della Fiera di Bergamo.

L’ufficializzazione è arrivata, a sorpresa, lunedì 11 maggio durante l’assemblea dei soci, grazie al sostegno di Confindustria, di cui peraltro l’imprenditore è concorrente, essendo presidente di Confimi Industria.

Ma tant’è, il nemico del mio nemico è un mio amico, recita un antico adagio. Specie quando in ballo ci sono gli equilibri nel potere economico bergamasco. E così accade che – dopo essere stato “abbandonato” da Confcommercio, che aveva aveva tolto l’appoggio alla sua candidatura causa richieste esose e difformità di vedute sul futuro di Promoberg – Agnelli si prenda la rivincita grazie agli industriali, che peraltro non lo amano troppo.

La divergenza fra Agnelli è Confcommercio era prima di tutto di impostazione. L’imprenditore voleva una gestione manageriale in Promoberg. Confcommercio, invece, una gestione associativa e collegiale, anche in virtù dell’ascendente che la stessa associazione esercita, da sempre, sui vertici della Fiera.

Il secondo problema era il compenso richiesto. Ben più alto dei simbolici diecimila euro offerti da Confcommercio. Bensì a metà strada fra quello del presidente della Camera di commercio Giovanni Zambonelli e del presidente di Sacbo Giovanni Sanga (mai stato reso noto), che peraltro hanno bilanci incomparabili a Promoberg.

Alla fine, Agnelli sullo stipendio avrebbe soprasseduto, demandando la questione al Cda. Il nuovo corso manageriale però è iniziato con una mossa a sorpresa: l’ampliamento del consiglio d’amministrazione da 9 a 11 membri per accontentare gli appetiti di tutti. Ne fanno parte (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 21 maggio, o in edizione digitale QUI