lutto

«Giulio era una presenza luminosa, vivace ed esuberante. Era legatissimo a suo fratello»

È il ricordo di don Vincenzo Pasini, che conosceva bene la famiglia. Sabato i funerali, mentre la comunità si stringe nel dolore

«Giulio era una presenza luminosa, vivace ed esuberante. Era legatissimo a suo fratello»

Si terranno sabato 16 maggio i funerali del piccolo Giulio Lovera, il bambino di nove anni venuto a mancare nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio in un tragico incidente nel quartiere di Loreto, a Bergamo. In tanti, nelle scorse ore, si sono stretti attorno al dolore della famiglia: il vescovo Francesco Beschi, che lo ha ricordato nella messa di questa mattina alla scuola Imiberg, che Giulio frequentava, i suoi compagni di classe, che hanno lasciato biglietti e fiori sul suo banco, ma anche chi conosceva bene la famiglia Lovera.

Una presenza luminosa in famiglia

Giulio era un bambino esuberante, vivace, pieno di energia. Una presenza luminosa in famiglia: così lo ha ricordato, a L’Eco di Bergamo, don Vincenzo Pasini, vicario parrocchiale nella comunità di San Paolo Apostolo a Bergamo. Conosce molto bene la famiglia Lovera, era con loro in ospedale, dove si è precipitato appena ha avuto notizia della tragedia.

Papà Giovanni e mamma Loredana si erano conosciuti a New York: lui originario di Torino, lavora alla Siad; lei di Mozzo, ha un centro estetico in piazza Risorgimento, poco distante da dove è avvenuta la tragedia. A Bergamo hanno costruito la loro famiglia, già segnata dal dolore per via dei problemi di salute dell’altro figlio, il fratello maggiore di Giulio, a cui il bambino era legatissimo.

La morte del piccolo è stata «come un fulmine a ciel sereno», ha raccontato. Erano le 16.30 circa: secondo una prima ricostruzione della polizia locale, Giulio era in auto con il papà in piazzale Risorgimento, in coda al semaforo. Con l’intento di raggiungere la mamma sul lato opposto della strada, il bambino è sceso dall’auto, accostata dal papà, e ha attraversato all’altezza del supermercato Unes, passando davanti a un camion.

L’autista del mezzo pesante si è accorto del pericolo e ha suonato il clacson per avvertire il bambino. Dalla direzione opposta stava sopraggiungendo una Smart, che lo ha travolto. Quella sera, proprio in piazzale Risorgimento, si è svolto un flash mob per esprimere vicinanza alla famiglia: sull’asfalto, i bambini hanno disegnato fiori e strisce pedonali dove, secondo loro, avrebbero reso più sicuro attraversare la strada.

L’ultimo saluto al piccolo Giulio sarà sabato 16 maggio alle 15, nella chiesa parrocchiale del quartiere di San Paolo, a Bergamo.