Guardare avanti

In attesa dell’aritmetica, una riflessione: Conference League e Under 23, l’accoppiata vincente

Con la qualificazione europea quasi in tasca, giusto pensare a come affrontarla. Dare spazio ai giovani diventa una priorità

In attesa dell’aritmetica, una riflessione: Conference League e Under 23, l’accoppiata vincente

La Conference League è il trofeo meno nobile dei tre continentali? Sì, ma sempre di una coppa europea parliamo, inutile fare troppo gli schizzinosi.

Chi arriva alla fase play-off, ovvero il turno preliminare da giocare il 20 e il 27 agosto, si gioca l’accesso al tabellone principale ed è una situazione comune a tutti i maggiori campionati: Inghilterra, Germania, Francia, Spagna e Italia entrano in scena in quel momento con una propria rappresentante che prova a passare il turno verso la fase a gironi.

Al netto del mercato che si farà, l’Atalanta non può ignorare la sua formazione Under 23 per provare a mandare qualcuno dei propri giovani più interessanti nel gruppo che affronterà anche il cammino in Conference.

Prima o poi questi ragazzi vanno lanciati nel calcio dei grandi e avere la possibilità di dare loro spazio in una competizione Uefa non è un dettaglio. Soprattutto per un calcio come il nostro, così chiuso alle novità e ai giovani nelle squadre di vertice.

Considerare la Conference League come il miglior trofeo per dare spazio ai giovani in Europa non è sbagliato. Quindi, nelle logica di un profondo rinnovamento del gruppo, non è pensabile lasciar fuori dalle valutazioni i migliori prospetti che sono stati in grado, finora, di mettersi in mostra nel campionato di Serie C. Qualcuno non è convinto? Chiedere a Bernasconi e Palestra quanto quell’esperienza sia stata preziosa per loro.