Il concorso

Il Ponte San Michele di Calusco candidato per diventare uno dei Luoghi del Cuore del Fai

Nonostante le polemiche di questi ultimi anni, il ponte sospeso sull'Adda guarda al futuro puntando su un riconoscimento

Il Ponte San Michele di Calusco candidato per diventare uno dei Luoghi del Cuore del Fai

Lo storico collegamento tra Calusco d’Adda e Paderno d’Adda, il Ponte San Michele, è stato candidato al Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) come uno dei “Luoghi del Cuore”. Un riconoscimento che riporta al centro dell’attenzione uno dei simboli più affascinanti dell’ingegneria italiana, sospeso sopra il fiume Adda e diventato negli anni un’icona del paesaggio lombardo.

Un capolavoro dell’ingegneria ottocentesca

Conosciuto anche come Ponte di Paderno, il Ponte San Michele venne inaugurato nel 1889 e colpì fin da subito per la modernità della sua struttura metallica. La grande arcata in ferro attraversa la gola dell’Adda a circa 85 metri d’altezza, fondendo eleganza architettonica e innovazione tecnica in un’opera che ancora oggi lascia senza fiato.

Progettato dall’ingegnere svizzero Jules Röthlisberger e realizzato dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, il ponte misura 266 metri di lunghezza ed è considerato uno dei più importanti esempi di archeologia industriale italiana.

Una struttura unica tra ferro e innovazione

L’opera fu tra le prime costruzioni europee a utilizzare la teoria dell’ellisse di elasticità. La struttura è composta da un’unica campata in ferro lunga 150 metri, sostenuta da sette piloni metallici e articolata su due livelli: quello inferiore ferroviario e quello superiore stradale.

Sul livello più basso transita ancora oggi la linea ferroviaria Seregno-Bergamo, mentre quello superiore collega le province di Bergamo e Lecco attraverso una carreggiata a corsia unica. La scelta di realizzare una sola campata senza appoggi nel fiume fu dettata sia dalla conformazione stretta della gola dell’Adda sia dalla necessità di non ostacolare la navigazione.

Centomila chiodi e oltre 2.500 tonnellate

Il Ponte San Michele rappresentò una vera rivoluzione per l’epoca. La struttura è interamente chiodata, senza alcuna saldatura, con oltre 100mila chiodi ribattuti che sostengono più di 2.500 tonnellate di ferro. Il doppio arco principale pesa oltre 1.320 tonnellate, mentre la travata centrale arriva a circa 950 tonnellate. Numeri impressionanti che, alla fine dell’Ottocento, contribuirono a rendere il ponte uno dei più grandi al mondo nel suo genere.

Tra polemiche, fascino e leggenda

Negli ultimi anni il Ponte San Michele è tornato spesso al centro del dibattito pubblico per le questioni legate alla chiusura, alla manutenzione e al futuro della struttura. Tuttavia, il fascino storico e paesaggistico dell’opera continua a renderlo uno dei simboli più riconoscibili del territorio. La sua importanza storica viene spesso paragonata a quella della Torre Eiffel: entrambe le strutture vennero costruite negli stessi anni e rappresentarono il trionfo dell’ingegneria e dell’innovazione industriale.

Attorno al ponte ruota anche una leggenda metropolitana secondo cui Röthlisberger si sarebbe tolto la vita prima del collaudo per paura del fallimento dell’opera. In realtà, l’ingegnere morì molti anni dopo, nel 1911, a causa di una polmonite nella sua casa di Chaumot.