di Fabio Gualandris
Sabato 16 maggio, al cineteatro dell’oratorio di Albino è stato presentato il progetto di recupero di “Casa Clara”, i cui lavori sono in fase di completamento. Ne parliamo con Gerry Gualini, referente della Caritas parrocchiale di Albino.
La ex casa dei curati dell’oratorio di Albino fin dal 2003 è destinata a una nuova missione, ospitare per periodi provvisori mamme in difficoltà e i loro piccoli.
Ci racconta brevemente la storia di questo servizio?
«A partire dal 1999 la Casa, che era stata costruita nel 1905 in piazza San Giuliano per ospitare i direttori dell’oratorio di Albino, è stata affidata al Centro di primo ascolto e coinvolgimento della Caritas parrocchiale e dal 2003 ha iniziato a ospitare persone. Il primo è stato un uomo, Carlo, ma in seguito sono state ospitate quasi esclusivamente donne sole o con bambini: dal 2004, in collaborazione con Caritas diocesana, due sorelle di nazionalità somala e poi tutte le altre, in collaborazione prevalentemente con le assistenti sociali dell’Asl, poi divenuta Società servizi per l’Ambito territoriale, e con i Comuni, dapprima attraverso accordi estemporanei per singole situazioni e poi dal 2007 attraverso convenzioni, con il riconoscimento della qualifica di “Alloggio per l’autonomia” da parte di Regione Lombardia».
Da chi è stato gestito?
«Il progetto si è ispirato alle Case della Carità promosse dalla Caritas nazionale e nel rispetto dei criteri regionali è stata individuata una figura professionale che la parrocchia ha incaricato con il ruolo di direzione educativa e amministrativa, la dott.ssa Clara Acerbis».
Quante persone (e di quali nazionalità) ha ospitato da allora?
«Tra il 2003 e il 2023 sono state ospitate poco meno di cento persone (…)