Infestante

Guerra alla cocciniglia a Torre Boldone (e non solo): come riconoscerla e combatterla

L'agronomo Lorenzo Turino: «Situazione sotto controllo, ma servono interventi mirati». No al “fai da te” chimico, stop alle potature tardive

Guerra alla cocciniglia a Torre Boldone (e non solo): come riconoscerla e combatterla

È scattato nelle ultime settimane, a Torre Boldone, l’allarme per la presenza della Takahashia japonica, meglio nota come cocciniglia dai filamenti cotonosi, che ha infestato diverse piante sul suolo comunale.

Si tratta di una specie di insetto appartenente alla famiglia delle Coccidae, proveniente dalle regioni del sud-est asiatico, ma recentemente diffusa anche in altre parti del mondo e in Europa. Diventa possibile riconoscerla soprattutto in primavera, quando all’interno del suo ciclo vitale, che dura circa un anno, le femmine producono sui rami degli alberi i cosiddetti ovisacchi: filamenti bianchi a forma di anello al cui interno depongono le uova.

Queste strutture cerose si possono trovare su diverse specie di piante ornamentali come aceri, carpini, gelsi, bagolari, liquidambar e olmi, molto diffusi anche in Bergamasca.

Pur non rappresentando un pericolo per la salute degli esseri umani e degli animali, si tratta comunque di una specie invasiva, il cui impatto sulla flora locale è tutt’altro che da sottovalutare. Dopo poche settimane dalla deposizione degli ovisacchi, infatti, le uova si schiudono generando le neanidi, che cominciano a nutrirsi proprio attraverso le nervature della pianta infestata, comportando danni anche notevoli.

«Si tratta di un fenomeno di cui ormai siamo bene a conoscenza e a cui è necessario far fronte, ma senza sollevare particolari allarmismi – rassicura l’agronomo Lorenzo Turino, garante del verde per il Comune di Torre Boldone -. Quest’anno abbiamo ricevuto più segnalazioni e individuato un maggior numero di colonie rispetto agli anni passati, il che testimonia la recente diffusione della cocciniglia anche nelle nostre zone (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 21 maggio, o in edizione digitale QUI