Ormai manca meno di un mese alla cerimonia inaugurale che vedrà il paese di Parre ricevere ufficialmente il riconoscimento di “Città del Folclore” 2026 da parte della Fitp, la Federazione italiana tradizioni popolari. Questo prestigioso traguardo premia il lavoro, la passione e l’impegno con cui la comunità parrese custodisce da generazioni il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni.
Celebrazioni e iniziative culturali

La cerimonia ufficiale avrà luogo il 13 e 14 giugno, in concomitanza con il ventesimo Raduno Regionale Fitp Lombardia. In seguito, l’evento verrà anche arricchito da momenti istituzionali, iniziative culturali e appuntamenti dedicati alla valorizzazione delle tradizioni popolari del territorio.
Un’occasione non solo celebrativa, ma anche di promozione culturale e turistica, con la partecipazione di rappresentanti del mondo del folklore e associazioni provenienti da diverse parti d’Italia. Durante la manifestazione, i momenti di degustazione dei rinomati scarpinöcc e dei formaggi, con la presenza di Onaf (Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio) e la Latteria di Branzi, saranno centrali.
Un riconoscimento d’eccellenza
«Questo non è solo un titolo onorifico, ma un atto formale che sancisce il ruolo del comune quale custode d’eccellenza delle sue radici popolari – ha dichiarato il sindaco di Parre, Francesco Ferrari -. Protagonista è la nostra storia, i nostri valori e la cura che ne hanno avuto le nostre comunità da tempo immemore».
Folklore e identità locale

Per Parre, il folklore non è solo memoria del passato, ma un elemento vivo che unisce la comunità e racconta il territorio attraverso cultura, turismo e manifestazioni popolari. Il patrimonio culturale parrese è ricco e profondamente legato alla storia locale: tradizioni, musica, dialetto, sapori e abiti storici rappresentano un elemento distintivo della comunità.
Tra i simboli più riconoscibili ci sono il Costöm de Par, gli scarpinöcc, i capù e il linguaggio “Gaì”, insieme a eventi come la Sagra degli Scarpinocc e la Sagra del Capù e del Folklore.
Un’opportunità di promozione turistica
«Questo riconoscimento rappresenta anche una straordinaria opportunità di promozione turistica per Parre e per l’intera Alta Val Seriana – ha affermato Matteo Cossali, vicesindaco di Parre -. Le nostre tradizioni non sono solo memoria e identità, ma un elemento capace di attrarre visitatori e valorizzare il territorio».
Tradizioni e cultura gastronomica

Il Costöm de Par è uno degli esempi più significativi della tradizione popolare locale, un abito che custodisce dettagli e simboli tramandati nel tempo.
La cultura gastronomica è un altro elemento forte dell’identità parrese: gli scarpinöcc, ravioli simbolo della cucina locale, e i capù, antica ricetta della tradizione contadina bergamasca, raccontano una comunità che ha trasformato la propria cucina in patrimonio culturale.
La lingua e i gruppi folcloristici

Tra le tradizioni più rappresentative c’è anche il “Gaì”, un antico linguaggio utilizzato da pastori e commercianti come forma di comunicazione riservata. A custodire e tramandare questo patrimonio sono stati fondamentali i gruppi folcloristici del territorio, come il Gruppo Folclorico Lampiusa e il Costöm de Par, che attraverso spettacoli e attività culturali hanno mantenuto vive le tradizioni locali.
Un progetto di valorizzazione
Parre ha aderito anche a “Custos Vallis”, un progetto promosso da Promoserio per valorizzare il patrimonio immateriale della Valle Seriana. Questo conferma la sensibilità della comunità nel custodire tradizioni e identità locali come risorse vive per il presente e il futuro.
Il programma completo del 20esimo Raduno Regionale Fitp Lombardia, in programma a Parre i prossimi 13 e 14 giugno, sarà pubblicato QUA.