#ionontiabbandono

Contro l’abbandono degli animali riparte la campagna di sensibilizzazione sul territorio bergamasco

La campagna, promossa da Ats Bergamo, non si limiterà solo ai mesi estivi, ma si estenderà lungo tutto l’arco dell’anno

Contro l’abbandono degli animali riparte la campagna di sensibilizzazione sul territorio bergamasco

di Elena Esposto

Nelle prossime settimane ripartirà sul territorio bergamasco la campagna di affissioni #ionontiabbandono, per contrastare il fenomeno dell’abbandono degli animali di affezione durante il periodo estivo.

Il progetto è stato presentato oggi (martedì 26 maggio) nella sede di Ats Bergamo. Alla conferenza stampa hanno partecipato Antonio Sorice, direttore del Dipartimento veterinario di Ats Bergamo; Stefano Scioscia, presidente dell’Ordine dei medici veterinari della provincia di Bergamo; Giovanni Matteo Manarolla, dirigente della Struttura prevenzione sanità veterinaria presso l’Unità organizzativa veterinaria della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia; Emanuele Ferraro, responsabile Pets&Equine di Boehringer Ingelheim Animal Health; Giorgio Massoni, direttore generale di Forza10; e Roberta Caldara, amministratore Plus&Plus.

Abbandono e randagismo: due fenomeni sfaccettati

Sebbene nella provincia di Bergamo il fenomeno del randagismo sia relativamente sotto controllo, sono comunque presenti «criticità dovute a una scarsa consapevolezza e ad acquisti o adozioni impulsive», ha affermato il dottor Sorice. Accogliere in casa un animale senza conoscerne le esigenze può renderne difficile la gestione e favorire l’abbandono. Abbandono che non è però solo quello sul territorio, tipico del periodo estivo, ma anche quello passivo. «Ci sono situazioni in cui l’animale viene tenuto con scarsa cura, al limite del maltrattamento».

Proprio a partire da questo dato la nuova edizione della campagna #ionontiabbandono non si limiterà solo ai mesi estivi, ma si estenderà lungo tutto l’arco dell’anno. Tra settembre e dicembre saranno sviluppate attività di sensibilizzazione sull’adozione consapevole e responsabile, mentre è attualmente in corso la campagna #assomigliaame, che gioca sulla somiglianza tra l’animale e il suo umano di riferimento. «L’animale che adottiamo diventa come uno specchio, e abbandonandolo è come se abbandonassimo una parte di noi», ha spiegato la dottoressa Caldara.

Va sottolineato che l’abbandono è un fenomeno mutevole e sfaccettato, che «richiede interventi su più livelli – ha affermato il dottor Manarolla -. È necessario creare una nuova cultura della relazione tra l’uomo e l’animale non più basata sul concetto di possesso».

Il ruolo dei medici veterinari e dei cittadini

Per una maggiore diffusione della consapevolezza di cosa comporta assumersi la responsabilità della cura di un animale d’affezione, centrale è il ruolo dei medici veterinari, sia nel settore pubblico che privato. «Il veterinario, anche il libero professionista, deve diventare sempre più una figura di riferimento non solo quando l’animale entra in casa, ma anche prima, aiutando a valutare se la famiglia, le risorse e il tempo a disposizione siano compatibili con questa scelta», ha detto il dottor Scioscia.

Il coinvolgimento più attivo dei medici veterinari, oltre che dei cittadini e delle associazioni di volontariato presenti sul territorio, è un’importante novità di quest’anno, che consentirà di creare anche un osservatorio per raccogliere dati sul fenomeno. E anche le imprese del settore privato, come Boehringer e Forza10, sono state coinvolte.

«L’abbandono oggi non può essere considerato solo un tema etico, ma tocca altri aspetti, come la cura, la prevenzione e l’educazione. In Italia il tasso di possesso di animali domestici è uno dei più alti al mondo, ma questo dato non va di pari passo con un aumento della consapevolezza – ha affermato il dottor Ferraro -. Questa è una piaga che non si può affrontare da soli, ciascuno per il suo pezzetto, ma solo facendo sistema», ha aggiunto, sottolineando la capacità della campagna di creare un’ampia rete di attori.

Secondo il dottor Massoni «oggi la nostra società è sicuramente più matura su questi temi, ma c’è ancora molto lavoro culturale da fare. Per questo è importante continuare a fare divulgazione e informazione».

«Il fenomeno dell’abbandono – ha concluso Sorice – non è solo una questione di benessere animale, ma ha anche a che vedere con la salute dell’ambiente e quella dei cittadini, nell’ottica One Health». Contribuire al benessere degli animali da compagnia significa infatti contribuire alla qualità della vita dell’intera comunità, grazie a un modello di responsabilità condivisa e sostenibile nel tempo.

Con questo obiettivo in mente, tutta la cittadinanza è chiamata a prendere parte attiva al progetto. Ciascuno può contribuire a diffondere il messaggio pubblicando sui propri social una foto con il proprio animale d’affezione taggando @ionontiabbandono_official e utilizzando l’hashtag #ionontiabbandono.