Pallone d'Oro 2026

Difensore, direttore sportivo e pure geometra: Alex Vitari ha costruito questo Comonte vincente

Il "tuttofare" classe 1990 è il nuovo candidato per il nostro premio dedicato alla Seconda e Terza Categoria. Ha anche lavorato al rilancio del centro sportivo

Difensore, direttore sportivo e pure geometra: Alex Vitari ha costruito questo Comonte vincente

Due campionati vinti, entrambi da protagonista in campo. Una promozione costruita mattone dopo mattone anche da dietro una scrivania. E un centro sportivo riqualificato con le proprie mani, nel senso letterale del termine. Alex Vitari, difensore classe 1990, rappresenta il Comonte di Seriate in tutto e per tutto: da giocatore, da direttore sportivo e, in un certo senso, anche nei panni di geometra.

Il 35enne è il nuovo candidato al Pallone d’Oro 2026 Seconda e Terza Categoria di PrimaBergamo, l’iniziativa con cui vogliamo accendere i riflettori sul calcio dilettantistico dei nostri Comuni premiando chi sa rappresentare con passione e valori lo sport che amiamo. Ogni settimana troverete una nuova storia sul giornale in edicola, con il coupon da ritagliare, compilare e farci avere. Potete anche inviare prova fotografica del voto effettuato inviando una mail a redazione@primabergamo.it oppure un messaggio WhatsApp al 3500282362. Stessi riferimenti per candidare un giocatore, indicando nome, club e un recapito.

Comonte è come casa

Alex lavora come geometra in un’impresa che realizza impianti sportivi. Sport nel lavoro, sport nel tempo libero: una coerenza di vita che non sembra casuale. Ha iniziato al Comonte nel 2009, dopo tutto il settore giovanile, e con quella maglia ha vinto il primo campionato della storia del club nel 2012. Poi gli anni fuori – passando per Cassinone, Pedrengo, Lallio, Bergamo Alta, Villa di Serio, Antoniana – e i ritorni, due, entrambi inevitabili.

«Ho sempre sentito Comonte come casa. È stato il posto sicuro dove tornare, dove esprimermi, dove dare tutto me stesso», dice. Da quando è rientrato definitivamente nel dicembre 2018 non si è più mosso, e quest’anno ha chiuso il cerchio: secondo campionato vinto nella storia del Comonte, entrambi con lui in campo. «È un grande orgoglio».

La promozione di quest’anno dalla Terza alla Seconda Categoria è arrivata nel modo più rocambolesco possibile. Partenza in sordina, girone d’andata tribolato, quinta o sesta posizione a metà stagione con nove punti di ritardo dalla vetta. Poi undici risultati utili consecutivi, lo scontro diretto perso e tutto rimandato all’ultima giornata. «Eravamo in collegamento telefonico sull’altro campo ad aspettare il risultato. Poi l’esplosione di gioia», ricorda. Sorpasso all’ultimissima curva, promozione in Seconda. Un finale da cinema, difficile anche solo da immaginare.

La festa del Comonte dopo la promozione

Doppio ruolo

Negli ultimi quattro anni, Vitari ha affiancato al ruolo di giocatore quello di direttore sportivo, su richiesta e con la piena fiducia del presidente Massimo Enrico. Un compito delicato, costruito con pazienza: ogni giocatore della rosa attuale è stato selezionato da lui, nessuno era lì prima del suo arrivo in quel ruolo. «Si è creato un grande legame umano. I compagni non vedono una figura con cui approcciarsi con timore, ma un amico a cui parlare».

Questo gli permette anche di fare da ponte tra lo spogliatoio e lo staff tecnico, portando al mister dinamiche e situazioni che dall’esterno non si vedono. Un ruolo che ha alleggerito il lavoro del presidente, lasciandogli spazio per occuparsi delle tante altre cose che una società richiede. «Qualsiasi richiesta gli portavo, lui l’ha sempre accolta con piacere. Sono davvero grato per la fiducia che mi ha dato».

Un campo a “kilometro zero”

C’è un dettaglio che racconta ulteriormente il profondo legame di Alex con il Comonte. Nel 2024 la sua azienda ha eseguito la riqualificazione completa del centro sportivo del quartiere di Seriate: nuovo campo in erba sintetica, bar rinnovato, struttura rimessa a nuovo da cima a fondo. Un lavoro professionale, che però aveva dentro qualcosa di più: «Ho messo mano a casa mia».

Il risultato si vede: prima i ragazzi contattati come direttore sportivo dicevano no senza pensarci; oggi sono loro a chiamare, a chiedere di venire a giocare al Comonte. «Vuol dire che l’ambiente si è rivalutato, non solo come struttura, ma come persone. Si trovano realtà che fanno tante promesse, ma che non le mantengono. Noi quel poco che abbiamo detto, lo abbiamo fatto».

I valori prima del risultato

Per Alex, alla base del calcio dilettantistico ci sono i rapporti umani costruiti nel tempo. Tutt’oggi ha ottimi legami con parecchi dei suoi ex compagni e vecchi allenatori, con cui condivide un modo di stare nel calcio che mette l’empatia davanti a qualsiasi questione tecnica o tattica: «A questi livelli, il calcio deve essere vissuto come un divertimento prima di tutto. Si va in campo dopo una settimana di lavoro, magari stanchi o comunque con molti pensieri, quindi entrare nello spogliatoio con il gruppo deve diventare un momento piacevole, un posto dove si sta bene».

Nel corso degli anni, Alex si è tolto diverse soddisfazioni, ma ciò che lo rende più fiero in assoluto è «riuscire a creare rapporti e legami veri, dentro e fuori dal campo: questo è quello che conta per me».