i fili di una vita

A 96 anni, Teresa Colciaghi espone i suoi bellissimi ricami alla Rsa di Dalmine

I corridoi della casa di riposo San Giuseppe, nel paese dell'hinterland, hanno ospitato la prima mostra dedicata ai suoi capolavori

A 96 anni, Teresa Colciaghi espone i suoi bellissimi ricami alla Rsa di Dalmine

Una vita intera intrecciata tra ago, filo e un amore infinito per la famiglia. Così in questi giorni i locali della Rsa San Giuseppe di Dalmine si sono trasformati in una sorta di galleria d’arte per ospitare una mostra dedicata alle opere a punto croce di Teresa Colciaghi.

Il pomeriggio del 18 maggio resterà impresso a lungo nei cuori dei presenti: circondata dall’affetto dei suoi cari, degli operatori e degli altri residenti della struttura, la 96enne ospite della casa di riposo da quattro anni  ha condiviso un momento di grande festa, vedendo finalmente riconosciuto quel talento coltivato per decenni nel silenzio della sua casa.

I capolavori di ricamo di Teresa Colciaghi

A raccontare con orgoglio e commozione la genesi di questa collezione la figlia Iris Taminelli: «Mia mamma, come tutte le donne di un tempo, è sempre stata bravissima, sapeva fare tutto: cuciva e realizzava maglioncini. Anche quando eravamo ormai grandi, continuava a confezionare i nostri vestiti nei minimi dettagli. Dato che io indossavo solo pantaloni, mi cuciva quelli, ma realizzava anche giacche, gilet e camicie».

Uno dei capolavori ricamati da Teresa Colciaghi di Dalmine

«La mostra attuale, però, è dedicata ai suoi quadri a punto croce. Nella Rsa ce ne sono parecchi, ma quelli che abbiamo potuto esporre sono solo una minima parte; ne ha fatti tantissimi e anche molto grandi, e portarli lì era difficile per via del montaggio. Per allestire la mostra, abbiamo dovuto togliere un quadro già presente e sostituirlo con uno dei suoi».

In totale si stima che la signora Teresa abbia ricamato tra le 40 e le 50 opere: «Di recente abbiamo dovuto vendere la sua casa per poter pagare la retta della Rsa – prosegue Iris -, quindi noi figli abbiamo deciso di tenere le opere più grandi. Altre, invece, le abbiamo regalate alle zie, a sua sorella e alle sue amiche più care (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 4 giugno, o in edizione digitale QUI