Omicidio di Sharon Verzeni

Lucido e freddo come «un sicario professionista»: le motivazioni della condanna all’ergastolo di Sangare

I giudici della Corte d'Assise spiegano perché hanno accolto tutte le aggravanti, dalla premeditazione ai futili motivi. La difesa, intanto, annuncia appello e assume un discusso youtuber come consulente

Lucido e freddo come «un sicario professionista»: le motivazioni della condanna all’ergastolo di Sangare

Sono state depositate ieri (venerdì 29 maggio) le motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare, il 31enne di Suisio che a fine luglio 2024 uccise brutalmente nelle strade di Terno d’Isola Sharon Verzeni. Un omicidio portato a termine, scrivono i giudici, con la lucidità e la freddezza «di un sicario professionista».

«Nessun pentimento»

Nel corposo documento, la Corte d’Assise espone i motivi per cui è stata valutata valida l’aggravante della premeditazione (che ha portato alla condanna al fine pena mai) nonostante la vittima dell’efferato gesto sia stata scelta in modo casuale, da Sangare. Di fatto, sono state le parole dello stesso imputato a dimostrarlo, sottolineando come avesse sempre in testa «quella cosa lì», ovvero uccidere qualcuno. I giudici hanno anche valutato l’assenza di pentimento, visto l’atteggiamento «quasi canzonatorio» tenuto da Sangare durante il processo.

La vittima, Sharon Verzeni

Buona parte delle motivazioni si soffermano anche sullo smontare la ricostruzione difensiva, definita in più passaggi «inconsistente» e addirittura «mendace». La versione secondo cui Sangare sarebbe stato solo spettatore dell’omicidio di Sharon da parte di una terza figura misteriosa non regge con tutte le tante prove raccolte contro di lui, a partire dai tempi con cui sarebbero avvenuti i fatti. I giudici hanno invece ritenuto «coerente e veritiera» la confessione dell’imputato, anche perché giunta passo dopo passo e non in una sola volta e ritrattata poi solo durante il processo.

Il movente e la lucidità

Importante anche l’esito della perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto Sangare e che ha giudicato il 31enne capace di intendere e volere al momento dell’omicidio. A dimostrarlo anche «le modalità esecutive» dell’assassinio, «rapide, risolute, implacabili e prive di qualsivoglia tentennamento». Sangare aveva girato in bicicletta per circa 40 minuti alla ricerca della “vittima perfetta”, e lo aveva fatto con sadica lucidità. Acnora più terribile il motivo da lui stesso fornito (e che ha portato all’aggravante dei futili motivi): la noia di una vita senza prospettive né emozioni. Movente ritenuto valido dai giudici.

La difesa farà Appello. E nomina come consulente uno discusso youtuber

La legale di Sangare, Tiziana Bacicca (subentrata all’avvocato Giacomo Maj praticamente a processo quasi concluso) ha annunciato che presenterà ricorso in Appello. L’obiettivo è ottenere la rinnovazione del processo, spiega. Per farsi aiutare ha nominato come consulente Gianluca Spina, ex poliziotto e oggi noto youtuber e “influencer” di cronaca nera. Proprio sui social ha più volte difeso Sangare, mettendosi a disposizione per trovare quello che a suo parere sarebbe il vero killer. Spina è diventato tristemente noto anche per aver diffuso in rete le fotografie dell’autopsia di Chiara Poggi durante alcune sue ricostruzioni dell’omicidio di Garlasco.