Così come era successo in semifinale, Alessandro Ingarao si prende il titolo di primo campione dell’Open ufficiale Fitp organizzato nell’ambito dei 50 anni dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà con un doppio 6-2 che lascia poco spazio ai dubbi sull’andamento del match.
Dopo aver liquidato con lo stesso punteggio Leonardo Malgaroli, il 26enne siracusano pluricampione italiano di seconda categoria si è imposto anche nell’ultimo atto della competizione nel derby siciliano contro Giorgio Tabacco, reduce da una sfiancante semifinale con Filippo Speziali durata cinque ore e mezza.
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Giorgio Tobacco e Alessandro Ingarao
Giorgio Tobacco e Alessandro Ingarao
Da sinistra, Giacomo Belometti, Giorgio Tobacco, Alessandro Ingarao e Alcide Crotti
Alessandro Ingarao
Alessandro Ingarao
Giorgio Tobacco
Giorgio Tobacco
Franco Lamera, Alcide Crotti, Giovanni Licini, Alessandro Ingarao, Giorgio Tobacco e Giacomo Belometti
Alessandro Ingarao
Giovanni Licini e Alessandro Ingarao
Il tabellone del torneo
Sui campi della Cittadella dello Sport, Ingarao ha messo in mostra dell’ottimo tennis, salendo di livello col passare dei giorni. Testa di serie numero 1, ha fatto valere i favori del pronostico, trionfando nuovamente in terra bergamasca dopo il successo ottenuto a settembre nell’Open di Bagnatica: per lui seimila dei quindicimila euro previsti dal montepremi finale.
«Non avevo iniziato nel migliore nei modi negli ottavi, ma da lì è stata in discesa – commenta Ingarao -. La finale è stata una partita più mentale che fisica, il mio avversario era reduce da oltre cinque ore di semifinale e aveva poca energia. Sono stato bravo dal primo punto a essere determinato e incisivo. Ci conosciamo benissimo sin da piccoli, abbiamo scritto la storia della nostra regione. Gli auguro il meglio. Spero che l’Accademia possa raggiungere i propri obiettivi e se ci sarà una seconda edizione di questo Open verrò sicuramente».
«È stato un torneo molto complicato, quattro partite intense – sottolinea Tabacco -. Ho pagato un po’ di fatica della semifinale dove ho giocato i tre set più lunghi della mia vita: ma mi sono divertito e sono stato bene, spero di tornare il prossimo anno».