Ci sono Shakespeare e Tennessee Williams, ma anche Tom Stoppard, Emma Dante, Marco Baliani e la compagnia Sotterraneo. Ci sono attori molto amati dal pubblico come Umberto Orsini, Ambra Angiolini, Francesco Pannofino, Cesare Bocci ed Elisabetta Pozzi. E c’è soprattutto l’idea di un teatro che continua a interrogare il presente senza rinunciare alla forza dei grandi testi. È questa la direzione della Stagione di Prosa e Altri Percorsi 2026-2027 della Fondazione Teatro Donizetti, presentata nei giorni scorsi insieme al Comune di Bergamo.
Il cartellone si svilupperà tra dicembre 2026 e maggio 2027, alternando gli spazi del Teatro Donizetti e del Teatro Sociale. Sette i titoli della stagione principale e altrettanti quelli della rassegna dedicata alla ricerca contemporanea, in un programma che conferma la volontà di tenere insieme tradizione e sperimentazione.
A introdurre il progetto è stata la direttrice artistica Maria Grazia Panigada, che ha sottolineato il ruolo del teatro come luogo di confronto con le domande del nostro tempo. «È giusto continuare a ragionare di pace e di ambiente, tenendo i piedi ben saldi nel profondamente umano», ha spiegato.
Prosa
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La stagione di prosa si aprirà a dicembre con “Rosencrantz e Guildenstern sono morti”, il celebre testo di Tom Stoppard che rilegge l’universo dell’Amleto attraverso gli occhi di due personaggi secondari. Sul palco Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, affiancati da Paolo Sassanelli.
A gennaio sarà la volta di Umberto Orsini con “Prima del temporale”, uno spettacolo autobiografico diretto da Massimo Popolizio che ripercorre una lunga carriera artistica intrecciandola alla storia del Paese. Seguiranno “La Reginetta di Leenane” di Martin McDonagh, con Ivana Monti e Ambra Angiolini, e la nuova versione di “Indovina chi viene a cena?”, classico della drammaturgia americana interpretato da Cesare Bocci e Vittoria Belvedere.
Il cartellone proseguirà con “Improvvisamente l’estate scorsa” di Tennessee Williams, affidato a Laura Marinoni, Leda Kreider ed Edoardo Ribatto, per poi affrontare temi di forte attualità con “The Other Side”, allegoria sul confine e sulla paura dell’altro firmata dal drammaturgo argentino Daniel Dorfman.
La chiusura, a maggio, sarà affidata ancora a Shakespeare. Il regista Leonardo Lidi porterà infatti in scena una nuova lettura di “Amleto”, uno dei testi più complessi e inesauribili della storia del teatro occidentale.
Altri percorsi
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Accanto alla stagione principale torna Altri Percorsi, rassegna che negli anni ha costruito un pubblico attento alle forme più innovative della scena contemporanea. L’apertura sarà affidata a Marco Baliani con “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”, mentre il regista olandese Jakop Ahlbom porterà al Donizetti “Lebensraum”, spettacolo ispirato all’immaginario di Buster Keaton e al linguaggio del cinema muto. Spazio anche alla compagnia Sotterraneo, che con “Il fuoco era la cura” rilegge l’eredità di “Fahrenheit 451”, e alla comicità di Maria Cassi, protagonista di un recital dedicato ai quarant’anni di attività artistica insieme a Leonardo Brizzi.
Nella seconda parte della rassegna troveranno posto “Eumenidi”, affidato alla regia di Serena Sinigaglia e alle attrici di Atir, e “L’angelo del focolare” di Emma Dante, riflessione poetica e crudele sulla violenza domestica. A chiudere sarà “Green Days” della compagnia Campo Teatrale, spettacolo che affronta il tema della crisi climatica attraverso il confronto tra generazioni.
Le aspettative
La nuova stagione arriva dopo risultati particolarmente significativi. Come ricordato dal direttore generale Massimo Boffelli, la Prosa ha registrato oltre 51 mila presenze e più di 5.700 abbonati nella stagione appena conclusa, mentre “Altri Percorsi” ha superato i 7 mila spettatori. Numeri che confermano il ruolo centrale del teatro nella vita culturale bergamasca e la capacità della Fondazione di coinvolgere pubblici diversi, dalle nuove generazioni agli spettatori più fedeli.