In questi ultimi dodici mesi la quota di minorenni che sono stati denunciati o hanno subito un arresto da parte dei carabinieri nella provincia di Bergamo ha registrato un incremento pari al 12,5%, passando da 481 a 541. Questo fenomeno di microdelinquenza non è attribuibile a strutture di baby gang, ma piuttosto a un disagio di tipo sociale amplificato dalla diffusione delle condotte devianti sui social network.
Uno sguardo ai dati
In base a quanto cita L’Eco di Bergamo, il report che è stato diffuso dall’Arma dei Carabinieri, in occasione del 212esimo anniversario di fondazione, ha evidenziato anche il caso più grave dell’anno. Purtroppo si tratta dell’accoltellamento della professoressa Chiara Mocchi, verificatosi il 25 marzo scorso a Trescore Balneario, ad opera di un alunno tredicenne. Questo episodio non rientra tra l’altro tra i 541 minori indagati, poiché il ragazzo non ha ancora raggiunto l’età minima per affrontare un processo.
Prevenzione e repressione
I carabinieri stanno attuando misure preventive nelle scuole, con 176 incontri che hanno coinvolto 13.700 alunni. Tra l’1 giugno 2025 e il 31 maggio dell’anno in corso, l’Arma ha affrontato 35.820 reati, pari al 95% di quelli commessi in provincia, con un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente.
Un aspetto significativo è l’aumento dei casi di violenza di genere, con oltre 2.000 condotte accertate negli ultimi dodici mesi, un incremento del 24,3% rispetto all’anno precedente.
Chiamate, interventi e controlli
Le centrali operative hanno ricevuto 78.000 chiamate, con una media di 213 al giorno, e le stazioni hanno accolto 123.100 persone, evidenziando un impegno costante nel mantenimento dell’ordine pubblico.
Nonostante la diminuzione degli arresti per reati legati alla droga, i chili di sostanze stupefacenti sequestrate sono aumentati. Inoltre, i carabinieri forestali hanno effettuato 7.200 controlli, rilevando 97 illeciti penali e amministrativi.