Nodo da sciogliere

Stallo con Palladino, Sarri in attesa: la soluzione entro una settimana, ma quelle parole del mister…

Si pensava di trovare un accordo con il tecnico campano in tempi brevi, invece - nonostante le belle dichiarazioni - per ora è tutto fermo

Stallo con Palladino, Sarri in attesa: la soluzione entro una settimana, ma quelle parole del mister…

Maurizio Sarri sarà il prossimo allenatore dell’Atalanta. Non ci sono dubbi su questo. La definizione della questione avverrà nell’arco di una settimana, massimo dieci giorni.

Ad allungare i tempi è il nodo Palladino: prima di ufficializzare il nuovo tecnico, va trovato un accordo per chiudere il rapporto con quello precedente. Due le strade percorribili: l’esonero, oppure la risoluzione consensuale. Di mezzo c’è un contratto valido per un altro anno, ovvero fino al 30 giugno 2027. Con 2 milioni di ingaggio netti previsti per il mister ex Fiorentina.

Con Sarri ci sono da programmare e definire tante cose per la prossima stagione, per questo si sperava di trovare prima la chiusura del cerchio. Anche perché, ricordando le dichiarazioni di Palladino durante la sua esperienza bergamasca, non si pensava di arrivare a questa situazione.

L’ex Fiorentina ha detto più volte che «qui sto bene e del contratto non mi interessa nulla», «non alleno per soldi ma per ambizione», «per il prolungamento del contratto non c’è una deadline. Sono arrivato qui con grande entusiasmo e impegno, ho un altro anno ma non sono legato alla durata. Dei soldi non m’importa nulla». E ancora: «Io mi affeziono alle società, alle persone e ai dirigenti. Vediamo a fine stagione quel che deciderà la società. È importante il lavoro nel presente, non allungare di due, tre o quattro anni».

Di fronte a queste parole c’è poco da aggiungere. A Palladino era stato proposto il rinnovo dopo le gare con il Bayern, il tecnico aveva preso tempo e il pessimo finale di stagione ha portato la squadra in Conference League, ma anche a tanti dubbi per il futuro.

La scelta è stata poi fatta dalla società. Ora va definita la separazione, ma se il tecnico continuerà a restare bloccato sulle sue posizioni non ci sarà altra via che l’esonero. Una macchia per la carriera di un tecnico giovane che, già un anno fa, si era dimesso dalla Fiorentina per visioni diverse con la dirigenza.