Geografia ecclesiale

Don Pietro Guerini, un parroco ingegnere per le chiese del centro di Bergamo

La diocesi ha deciso che le parrocchie di Sant’Alessandro e delle Grazie si uniscano e ha nominato il 56enne originario di Gazzaniga

Don Pietro Guerini, un parroco ingegnere per le chiese del centro di Bergamo

di Paolo Aresi

La scelta è di quelle delicate, ma inevitabili e da tempo annunciate: le due parrocchie del centro di Bergamo, Santa Maria Immacolata alle Grazie e Sant’Alessandro in Colonna si fondono in un’unica unità pastorale. I due parroci attuali, monsignor Valentino Ottolini e monsignor Gianni Carzaniga, lasciano il posto a don Pietro Guerini, 56 anni, prete dalla storia particolare, il cui curriculum appare assai significativo rispetto ai tempi nuovi che la Chiesa bergamasca – e non soltanto – sta affrontando. Don Pietro è ingegnere, è entrato in Seminario a ventotto anni, una vocazione adulta, e certamente consapevole assai.

Michelangelo Buonarroti

Attualmente è parroco della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, a due passi dalla stazione Termini, uno dei luoghi più importanti della capitale; il tempio fu progettato da Michelangelo Buonarroti nell’ultima parte della sua vita, su incarico di Papa Pio IV, il quale pensò bene di trasformare le Terme di Diocleziano in una basilica cristiana.

Ma Michelangelo era figlio del Rinascimento e quindi della classicità: decise di trasformare le terme senza demolizioni, mantenendo le grandi strutture, volte e colonne, e trasformandole in una chiesa cristiana dalla forma particolare perché sviluppata più in larghezza che in lunghezza. Michelangelo poté agire in questo modo nonostante le perplessità della committenza grazie all’autorevolezza accumulata nei decenni. L’interno della nuova chiesa era sobrio, essenziale. Venne modificato con la decorazione realizzata dal Vanvitelli nel 1750 in uno stile alquanto ricco e vistoso.

Don Pietro Guerini, nuovo parroco delle Grazie e di Sant’Alessandro

Don Pietro Guerini, nato 56 anni fa a Gazzaniga, non è soltanto parroco di Santa Maria degli Angeli, ma è anche direttore dell’ufficio Migrantes del vicariato di Roma, segue le comunità straniere. Il curriculum di don Pietro fa pensare a una persona di capacità e volontà.

Colpisce che abbia trascorso dieci anni in Svizzera, a Neuchatel, accanto alle comunità di immigrati, anche bergamaschi. Nel 2022 è tornato in Italia con destinazione Roma. Un prete bergamasco, appartenente nella nostra diocesi, ma “donato” in situazioni lontane dalla nostra provincia.

Cuore bergamasco

Il cuore di don Pietro è tuttavia profondamente bergamasco e quando il vescovo Francesco Beschi lo ha interpellato, don Pietro non ha esitato. Quello che ha stupito è che a Roma, dove è molto stimato, lo lascino tornare (…)

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