raddoppio e treno per orio

Il Comitato di Boccaleone sui ritardi dei cantieri ferroviari: «Lo diciamo da anni. Che fine fanno ora i fondi Pnrr?»

Una lettera a chi, oggi, è «stupito» dallo slittamento al 2027, quando «noi da tempo segnaliamo criticità e lentezza del progetto»

Il Comitato di Boccaleone sui ritardi dei cantieri ferroviari: «Lo diciamo da anni. Che fine fanno ora i fondi Pnrr?»

«L’uscita pubblica del Partito Democratico sui ritardi dei progetti ferroviari del collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio e del raddoppio della linea BergamoPonte San Pietro lascia il Comitato di quartiere di Boccaleone profondamente sorpreso».

Così esordisce un comunicato diffuso dal Comitato in riferimento al recente commento dei consiglieri regionali dem Davide Casati e Jacopo Scandella sullo slittamento della conclusione dei cantieri ferroviari bergamaschi al 2027.

«Quale il destino delle risorse Pnrr?»

«Di fronte al dato ufficializzato da Rfi, che certifica un avanzamento dei lavori pari al 25 per cento, viene spontaneo chiedersi dove fossero oggi coloro che si dichiarano stupiti quando da anni il Comitato segnala, in tutte le sedi istituzionali competenti, la lentezza dei cantieri e le criticità di un progetto che continua a procedere senza un reale confronto con il territorio – si legge nella nota diffusa dal Comitato -. Per un cantiere iniziato da 28 mesi ci si sveglia a sette mesi dall’ipotetica fine?».

Dal 2020 il Comitato, si legge, ha dialogato con amministratori comunali, provinciali, regionali e nazionali, «presentando osservazioni, proposte alternative e richieste di approfondimento finalizzate a ridurre l’impatto dell’opera sul quartiere e il consumo di suolo. In particolare». Avanzate anche «tre proposte progettuali (Interramento, Semi-interramento, Hospital Line) per evitare la separazione fisica tra Boccaleone e Clementina, senza mai ottenere un’effettiva disponibilità a valutarle».

«Per anni – prosegue il Comitato – ci è stato spiegato e ribadito che il progetto non poteva essere modificato perché strettamente legato alle Olimpiadi invernali del 2026. Successivamente ci è stato detto che ogni cambiamento sarebbe stato impossibile da realizzare a causa dei vincoli imposti dai finanziamenti del Pnrr, che prevedevano il completamento dell’opera entro il 2026. Oggi, però, si parla apertamente di una conclusione dei lavori nel 2027…».

Quale sarà il destino delle risorse del Pnrr? Esiste il rischio di perdere questi finanziamenti? In caso di ulteriori costi extra, chi ne sosterrà il peso economico? Sono le tre domande poste dal Comiato, che sottolinea: «Attribuire ogni responsabilità a Rfi è una lettura parziale della vicenda. I progetti sono stati elaborati dal 2017-2018 e ai tavoli decisionali sedevano rappresentanti delle principali istituzioni locali e regionali. Le responsabilità politiche e amministrative sono necessariamente condivise».

«I cittadini meritano risposte chiare»

Il Comitato, negli anni, ha promosso iniziative pubbliche, manifestazioni e raccolte firme: «Abbiamo segnalato con largo anticipo le criticità dei cantieri e i rischi connessi alla salute e alle tempistiche previste. Nonostante ciò, molte delle nostre osservazioni sono rimaste inascoltate. Nel frattempo, i residenti continuano a convivere con disagi quotidiani, traffico impazzito, emissioni di polveri e rumore e un impatto sul territorio ben superiore rispetto a quello inizialmente prospettato».

Adesso, la nuova scadenza dei cantieri ferroviari è fissata al 2027, a fine giugno 2026 per la Passerella di Boccaleone. «Tuttavia, su quali elementi concreti si fonda questa previsione? Esiste un nuovo cronoprogramma validato? Sono stati definiti gli affidamenti necessari per garantire il rispetto delle nuove tempistiche? I cittadini meritano risposte chiare e verificabili».

«Ribadiamo inoltre che, come già richiesto dal nostro Comitato e dai Comuni di Mozzo e Curno, non è mai stata resa pubblica un’analisi costi-benefici completa dell’intervento. Si tratta di una valutazione fondamentale per comprendere l’effettiva sostenibilità economica e trasportistica delle opere in corso. Infine, ricordiamo che una nostra richiesta formale di chiarimenti è stata inviata tramite Pec (protocollo nr. 0173976 l’8/5/2026) alla sindaca di Bergamo, agli assessori competenti, alla Rete e che la stessa risulta ancora priva di risposta da oltre 1 mese».

«Chiedere trasparenza e certezze oggi è semplice. Più difficile è riconoscere gli errori commessi e aprire finalmente un confronto autentico con i cittadini. È tempo che tutti i soggetti coinvolti si assumano le proprie responsabilità e dimostrino concretamente di avere a cuore il futuro del territorio così come lo hanno i residenti».