La speranza è rimasta accesa per due giorni, appesa al lavoro dei medici e all’attesa dei familiari, arrivati dalla Campania. Ma alla fine il malore che aveva colpito un giovane carabiniere nella caserma di Clusone si è trasformato in una tragedia. Alle 12 di oggi, lunedì 15 giugno, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato dichiarato il decesso di Marco Noviello, 26 anni, originario di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno.
La salma sarà composta nella camera mortuaria dell’ospedale, che verrà allestita a partire da domani pomeriggio. Non è ancora stata fissata la data dei funerali, che con ogni probabilità si svolgeranno nella città campana dove vive la famiglia del giovane militare.
Il dramma era iniziato nella tarda mattinata di sabato 13 giugno. Noviello, in servizio al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Clusone da circa un mese e mezzo, aveva salutato il comandante, il capitano Maurizio Guadalupi, poco dopo mezzogiorno per dirigersi verso il garage della caserma. Una ventina di minuti più tardi è scattato l’allarme: alcuni colleghi lo hanno trovato a terra, privo di conoscenza.
I militari presenti sono intervenuti immediatamente. Mentre uno di loro praticava il massaggio cardiaco, un altro ha utilizzato il defibrillatore semiautomatico in dotazione alla struttura. Contemporaneamente venivano allertati i soccorsi attraverso la centrale operativa del 118. Le manovre di rianimazione hanno consentito di mantenere le funzioni vitali del giovane fino all’arrivo dell’ambulanza e dell’elisoccorso, atterrato nel vicino campo sportivo.
Trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII, il ventiseienne era stato ricoverato in Terapia Intensiva e sottoposto a Ecmo, il sistema di ossigenazione extracorporea utilizzato nei casi più gravi. Le sue condizioni, apparse da subito critiche, sono però progressivamente peggiorate fino al decesso.
Figlio unico, Marco Noviello si era trasferito in Val Seriana insieme alla compagna, maresciallo dell’Arma in servizio a Milano. I genitori Rosa e Tonino, raggiunta Bergamo nella serata di sabato, sono stati affiancati in queste ore dai vertici del Comando provinciale e della Compagnia di Clusone. Nella zona il giovane carabiniere era conosciuto e apprezzato. Prima del recente trasferimento al Radiomobile aveva infatti prestato servizio per cinque anni alla stazione di Gandino, dove aveva costruito rapporti di stima sia all’interno dell’Arma sia nella comunità locale.