Sono i giorni dell’attesa, ma anche delle chiamate a giocatori, tecnici e giornalisti che hanno seguito il lavoro di Maurizio Sarri da vicino in questi ultimi anni.
Tra i tanti spunti che arrivano, dalla gestione del gruppo di uno che dice sempre le cose in faccia e si mette spesso a parlare con i suoi giocatori per capire eventuali problemi o difficoltà e trovare insieme la soluzione alle indicazioni tattiche difensive, c’è un termine che ricorre molto spesso: pazienza.
Per imparare il gioco del nuovo tecnico atalantino serviranno tempo, tanto lavoro e massimo spirito di collaborazione. Nel calcio di oggi, la duttilità tattica è fondamentale. I calciatori conoscono più sistemi di gioco e in nazionale, ad esempio, può capitare con frequenza di vedere un centrale a tre muoversi nella difesa a quattro. Ecco, si passa da qui per guardare al futuro. Ovvero dalla necessità di applicare un calcio nuovo dopo anni di un’impostazione diversa. Imparandolo dal lavoro, che ovviamente richiede tempo.
Nel calcio a zona, che non riguarda solo la fase difensiva ma anche quella di costruzione una volta recuperata palla, ci sono riferimenti e movimenti che cambiano rispetto al passato. Chiaro che avere elementi già abituati può aiutare ad accorciare i tempi di apprendimento, ma non si può nemmeno pensare di trovare subito sul mercato gli uomini adatti.
Per questo bisogna mettere in conto il tempo del lavoro e si ragiona su quello che serve per far crescere i tuoi uomini e “convertirli” al progetto che verrà. Anzi, che viene. Perché il futuro è adesso e Maurizio Sarri va di corsa.