Il caso

«Per far venire quassù un amico ci vuole il passaporto…». Residenti di Città Alta esasperati: contano solo i turisti

Pienone al Circolino per parlare delle nuove limitazioni imposte dal Comune e del fantomatico "smarcamento temporaneo". Chi ci capisce è bravo

«Per far venire quassù un amico ci vuole il passaporto…». Residenti di Città Alta esasperati: contano solo i turisti

di Maria Teresa Birolini

Il relatore guarda il folto pubblico con smarrimento, dice: «Non è facile capire quello che c’è scritto in questa delibera». Il Comitato di Città Alta si è riunito mercoledì, 17 giugno, per informare i residenti sulle ultime delibere comunali riguardanti la circolazione e gli accessi al centro storico. Ma tra la complicazione delle regole e il linguaggio in stretto burocratese, chi ci capisce è bravo.

L’incontro ha riempito la sala del Circolino. A far discutere è stato innanzitutto una vicenda di circa un mese fa: in appena trenta minuti, tra le 12 e le 12.30, ben 80 persone non residenti avrebbero parcheggiato negli stalli gialli riservati, con adeguata autorizzazione.

Chi erano questi non residenti? Il comune lo chiama “smarcamento temporaneo” o contrassegno di sosta gratuito nella parte storica di Città Alta che esisterebbe per gli ospiti dei residenti da oltre un anno e sarebbe già stato utilizzato da circa 1.800 persone.

Eppure, tra le cinquanta persone residenti di Città Alta presenti all’assemblea, nessuno ne era a conoscenza. Com’è possibile che uno strumento usato ben 1.800 volte in un anno sia di fatto sconosciuto ai residenti? Chi ha approfittato di questo sistema? Perché la conoscenza non è stata diffusa?

Ora l’amministrazione comunale ha deciso di introdurre nuove limitazioni nei giorni festivi, con chiusure dalle 10 del mattino fino a mezzanotte a partire dalla Ztl di viale Vittorio Emanuele e di via San Martino. Una misura che, però (…)

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