Lavori

Il raddoppio ferroviario serve a Mozzo soltanto se si realizza il treno-tram

La conclusione del cantiere Bergamo-Ponte San Pietro slitta al 2027 e si riaccendono i riflettori sulle alternative alla ferrovia, visto che il paese non ne beneficerà

Il raddoppio ferroviario serve a Mozzo soltanto se si realizza il treno-tram

Il dibattito sul cosiddetto raddoppio ferroviario Bergamo-Ponte San Pietro torna al centro dell’attenzione dopo le notizie relative ai ritardi accumulati dal cantiere e alle recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Rfi.

Una vicenda che continua a suscitare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto nei comuni direttamente interessati dai lavori, tra cui Mozzo. A intervenire è stato il sindaco, Gianluigi Ubiali, che ha espresso forte preoccupazione per il protrarsi dei tempi di realizzazione dell’opera.

«I ritardi che stanno interessando la realizzazione di quest’opera – afferma il primo cittadino – rappresentano un motivo di forte preoccupazione per le amministrazioni e di disagio per le rispettive cittadinanze. Nei mesi erano state fornite rassicurazioni circa il rispetto dei tempi previsti e una rapida conclusione degli interventi di un’opera che era funzionale alle Olimpiadi 2026. Alla luce della situazione attuale, è evidente che tali previsioni non hanno trovato riscontro nei fatti».

Ubiali sottolinea come i disagi ricadano quotidianamente su cittadini e attività economiche: «Limitazioni alla viabilità, difficoltà negli spostamenti, carenze di sicurezza nelle strade attorno al cantiere, aumento dell’inquinamento e ripercussioni sulle attività produttive sono problemi che il territorio sta sopportando da troppo tempo».

Per il sindaco non bastano più rassicurazioni generiche. «È chiaro che non sono più sufficienti le generiche rassicurazioni provenienti da Rfi e dagli organi politici regionali e nazionali: servono impegni concreti, tempi certi oltre ad una costante informazione alla popolazione. Continueremo a vigilare (…)

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