Repubblica Dominicana

Una vacanza da sogno ai Caraibi s’è trasformata in un inferno per un bersagliere di Mozzo

Giorgio Cudin era lì in vacanza. Il giorno del rientro a casa, il terribile incendio. È riuscito a recuperare documenti e valigia appena in tempo

Una vacanza da sogno ai Caraibi s’è trasformata in un inferno per un bersagliere di Mozzo

Quella che doveva essere una settimana di relax tra le spiagge della Repubblica Dominicana si è trasformata in una drammatica corsa contro il tempo per Giorgio Cudin, bersagliere della sezione di Mozzo coinvolto nell’incendio che ha devastato il villaggio turistico dove stava soggiornando e in cui è purtroppo morta una turista italiana.

 

Dopo aver partecipato al Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Lignano Sabbiadoro, Cudin aveva deciso di concedersi una seconda vacanza. Su suggerimento di un’agenzia di viaggi, ha scelto il villaggio Bravo Viva Dominicus di Bayahibe, nel sud della Repubblica Dominicana, affacciato sul Mar dei Caraibi.

 

Partito il 12 giugno da Verona con un volo Neos, ha trascorso alcuni giorni immerso in un autentico paradiso tropicale: spiagge di sabbia bianca, mare cristallino, escursioni di snorkeling e una visita all’isola di Saona, una delle mete più celebri dei Caraibi. L’incubo è iniziato però proprio il giorno della partenza per il ritorno a casa.

La mattina di venerdì (19 giugno), mentre si trovava in spiaggia per un ultimo bagno prima del rientro, ha notato una sottile colonna di fumo provenire dal villaggio. Nel giro di pochi minuti la situazione è precipitata: il fumo si è intensificato e sono apparse le prime fiamme. Il personale del resort ha isolato l’area, impedendo agli ospiti di raggiungere le camere. Un problema enorme per molti turisti che avevano lasciato all’interno passaporti, soldi, documenti e bagagli.

Anche Giorgio aveva tutto nella sua stanza. Approfittando di un passaggio laterale è però riuscito a raggiungerla prima che fosse troppo tardi: «Si sentiva già il forte calore e l’odore del fumo. In pochi minuti ho recuperato passaporto, documenti, soldi e valigia», racconta. Nella fretta ha lasciato là soltanto una camicia e un paio di scarpe. Molti altri ospiti non hanno avuto la stessa fortuna. Alcuni hanno perso ogni cosa e sono stati costretti a partire praticamente in costume da bagno, con abiti prestati da altri turisti.

Nel frattempo, il rogo, favorito dalle strutture in legno e dai tetti in paglia secca, ha assunto dimensioni impressionanti. Le fiamme hanno raggiunto un’altezza stimata tra i 20 e i 30 metri, distruggendo gran parte del villaggio. Gli ospiti sono stati evacuati d’urgenza e trasferiti prima in una struttura vicina e poi direttamente in aeroporto, molte ore prima del volo di rientro.

Dopo lo scalo a Roma, Giorgio Cudin è finalmente arrivato a Verona, stanco e ancora scosso dall’accaduto. «È stata un’esperienza drammatica e pericolosa, ma alla fine posso ritenermi fortunato. Ho visto persone perdere tutto nel giro di pochi minuti», dice. Una vacanza da cartolina conclusa con immagini che difficilmente dimenticherà: quelle di un paradiso caraibico trasformato improvvisamente in un inferno di fumo e fuoco.

Ulteriori dettagli sull’edizione del PrimaBergamo in edicola da venerdì 26 giugno 2026