Una scossa elettrica o forse un malore: Daniel Pelucchi, imprenditore edile di 42 anni, originario di Spirano e residente a Mozzanica, è morto nella mattinata di giovedì 25 giugno all’ospedale di Cernusco sul Naviglio, dove era stato trasportato in condizioni gravissime dopo che è stato trovato da alcuni colleghi accasciato a terra mentre si trovava al lavoro, in un cantiere di Cassina de’ Pecchi, nel Milanese.
È stato trovato a terra dai colleghi
L’incidente, come riporta L’Eco di Bergamo, si è verificato all’interno del cantiere del complesso residenziale “Naviglio Living”, nella frazione di Villa Pompea, in un’area compresa tra il Naviglio della Martesana e la strada statale Padana Superiore.
Daniel Pelucchi, contitolare insieme al fratello di un’impresa edile, stava lavorando sul tetto dell’edificio in costruzione quando, intorno alle 11, è stato trovato dai colleghi riverso a terra, dopo essersi improvvisamente accasciato durante alcune operazioni di cantiere.
La presenza di cavi elettrici nelle vicinanze ha fatto ipotizzare fin da subito una possibile folgorazione tanto che i colleghi, pur avendo tempestivamente contattato il 112, non si sono avvicinati subito a prestargli soccorso.
All’arrivo dei sanitari, il 42enne era già in arresto cardiocircolatorio. Dopo le manovre di rianimazione è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Cernusco sul Naviglio, dove i medici hanno proseguito a lungo i tentativi di salvarlo. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, Daniel Pelucchi è morto poco dopo l’arrivo in Pronto soccorso.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la dinamica dell’incidente. Secondo le prime testimonianze, l’uomo sarebbe stato trovato vicino a una pulsantiera utilizzata per comandare un mezzo meccanico e da qui sarebbe emersa l’ipotesi di una folgorazione. Ma non si esclude che possa essere morto per un malore improvviso, forse causato dal caldo.
Una persona riservata, dedita alla famiglia
Originario di Spirano, Daniel Pelucchi aveva vissuto per molti anni nella cascina di famiglia in via Francesca Vecchia, al confine con Urgnano, prima di trasferirsi a Mozzanica insieme alla moglie Stefania, alla figlia di circa dieci anni e al figlio diciottenne della donna. I vicini lo ricordano come una persona riservata, disponibile e profondamente dedita al lavoro.
Per qualche anno, come riporta Corriere Bergamo, Daniel aveva partecipato come volontario dell’associazione nazionale carabinieri, dal momento che aveva fatto servizio militare nell’Arma. La data dei funerali non è ancora stata fissata e sarà definita dopo l’esecuzione dell’autopsia, che chiarirà le cause della morte dell’imprenditore 42enne.