anche nelle prealpi

Non solo caldo, anche l’inquinamento da ozono cresce: a Bergamo qualità dell’aria pessima

In città si è registrato uno tra i valori peggiori: 183 microgrammi/m3, quando il limite per legge è di 120

Non solo caldo, anche l’inquinamento da ozono cresce: a Bergamo qualità dell’aria pessima

Da oltre 10 giorni la qualità dell’aria è pessima per gli alti livelli di ozono: le situazioni peggiori si registrano nell’alta pianura e nell’area Malpensa. Anche Bergamo è tra le città con i valori peggiori, con 183 microgrammi/m3. Il valore massimo di legge è di 120 microgrammi/m3.

Livelli decisamente malsani

Sotto la cupola anticiclonica che staziona sul nord Italia ha messo le tende anche l’ozono, il principale nemico della nostra salute respiratoria nei mesi caldi. Non solo in Pianura Padana, ma anche lungo la fascia pedemontana. Ciò avviene perché le masse d’aria calda sospingono gli inquinanti verso la catena alpina: l’ozono infatti si forma quando la luce solare è sufficientemente intensa da attivare reazioni chimiche a partire da gas naturalmente presenti nell’atmosfera, come il metano o le sostanze organiche rilasciate dalla vegetazione.

In questo caso, le altissime (e nocive) concentrazioni che si misurano in Pianura Padana sono però legate alla grande quantità di gas inquinanti prodotti dalla congestione veicolare (in primis gli ossidi di azoto, NOx), dall’industria (i solventi volatili, Cov) e dall’agricoltura (il metano prodotto dagli allevamenti ed anche, in questa stagione, dalle risaie).

«Se vogliamo contrastare i picchi estivi di ozono dobbiamo concentrare gli sforzi di disinquinamento nei settori che producono i gas precursori dell’ozono – spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Occorre limitare fortemente il traffico motorizzato, specialmente a propulsione diesel, impegnare il settore industriale a ridurre l’uso di solventi organici, e ridurre il peso insostenibile dei troppi allevamenti intensivi della Lombardia».

Il risultato di questo attacco da tutti i fronti alla qualità dell’aria è quello che possiamo leggere dai dati forniti dalle centraline Arpa Lombardia: da ormai più di dieci giorni la media oraria dell’ozono misurata nelle otto ore di picco giornaliero supera praticamente in tutte le stazioni di misura i valori raccomandati per la tutela della salute (120 microgrammi/m3).

Siamo ancora all’inizio dell’estate ma è già certo il raggiungimento del limite di 25 giornate di superamento prevista dalla norma europea. La situazione peggiore è nell’alta pianura e nell’area Malpensa, dove si rilevano continui superamenti della soglia (180 microgrammi/m3 come dato orario) oltre la quale le autorità sono tenute a diramare informazioni ai cittadini sui comportamenti da tenere per ridurre gli effetti acuti dell’inquinamento.

Ieri il picco di ozono più alto è stato misurato a Ferno (VA):225 microgrammi/m3. Male anche Varese (215), Monza (198), Lecco (186), Brescia (185), Como (185), Bergamo (183). Si tratta in tutti i casi di livelli decisamente malsani, che costituiscono un motivo in più – se il caldo non dovesse bastare – per evitare le attività fisiche intense nelle ore in cui i livelli di ozono sono più alti, dal primo pomeriggio fino a notte fonda.