Sempre più spesso accade che un bergamasco in cerca di un idraulico in centro, di un commercialista in zona Borgo Palazzo o di un ristorante in Città Alta per una cena di lavoro apre direttamente ChatGPT o Gemini e chiede: “Consigliami un idraulico a Bergamo affidabile e rapido”. In pochi secondi, il sistema fornisce due o tre risultati selezionati, accompagnati da una breve descrizione e da una motivazione. Per chi ha un’attività locale sul territorio, la domanda diventa quindi urgente: perché l’AI seleziona quei nomi e ignora la mia azienda?
Dalla SEO alla GEO: il nuovo terreno di gioco delle PMI
Per anni l’obiettivo del marketing locale è stato uno solo: apparire in prima pagina su Google. Oggi lo scenario è cambiato, e con esso è emersa una nuova disciplina: la GEO (Generative Engine Optimization), ovvero l’insieme di strategie per fare in modo che un’attività venga citata e raccomandata all’interno delle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Non si tratta di una tendenza per soli addetti ai lavori. NetStrategy, agenzia di marketing di Verona e Milano specializzata in consulenza SEO e GEO, ha analizzato 190 siti italiani di PMI attraverso il proprio Osservatorio (link alla ricerca completa) per capire quali fattori portano un’azienda a essere citata dai motori generativi come ChatGPT, Gemini e Perplexity.
I risultati confermano un cambiamento strutturale nel comportamento degli utenti: sempre più ricerche si concludono direttamente all’interno delle chat AI, senza che l’utente clicchi su alcun sito esterno. È il fenomeno delle ricerche “zero-click”: l’utente ottiene la risposta dall’AI e si ferma lì. Se un’azienda non viene nominata in quella risposta, per quel potenziale cliente non esiste.
La meccanica dell’algoritmo: i segnali che muovono le decisioni dell’AI
Come funziona un modello linguistico e in base a cosa può citare un’azienda invece di un’altra?
Niente magia: il meccanismo segue logiche strutturate. Nell’articolo “GEO vs SEO: differenze e punti chiave da cogliere”, NetStrategy descrive i fattori chiave su cui lavorare per aumentare le probabilità che un’azienda venga citata dai motori di risposta AI come ChatGPT, Gemini e Perplexity. Eccoli sintetizzati:
1. Presenza diffusa e menzioni esterne
Per l’AI non è sufficiente avere un sito ben fatto. La “brand reputation” si costruisce massimizzando le fonti autorevoli che parlano del brand: media, forum, directory di settore, siti di recensioni. Un’azienda citata da più fonti indipendenti ha maggiori probabilità di essere considerata affidabile.
2. Recensioni e segnali di reputazione
Il volume delle recensioni conta, ma non basta. Le “piattaforme di recensioni” sono tra i canali su cui costruire la brand reputation per la GEO. È ragionevole dedurre che recensioni dettagliate e contestuali trasmettano più informazioni utili all’AI rispetto a valutazioni numeriche prive di testo.
3. Contenuti strutturati e facilmente estraibili
I motori generativi preferiscono contenuti con frasi brevi e concise, elenchi puntati o numerati, tabelle, heading chiari, e dati strutturati Schema markup, che facilitano il processo di estrazione e interpretazione delle informazioni da parte degli LLM.
4. Coerenza delle informazioni su più piattaforme
È un principio consolidato della SEO locale: la presenza coerente di nome, indirizzo e contatti su Google Business Profile, directory e altri canali aumenta l’affidabilità percepita. Le incongruenze tra piattaforme possono ridurre la credibilità del dato agli occhi dei sistemi automatizzati.
5. Segnali E-E-A-T (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità)
I parametri E-E-A-T sono un pilastro sia della SEO semantica che della GEO: un contenuto che dimostra autorevolezza ha maggiori probabilità di essere posizionato su Google e, di conseguenza, di essere incluso nelle risposte AI.
Come preparare le aziende bergamasche alla GEO
Per i commercianti, gli artigiani e i professionisti di Bergamo, la GEO è un’opportunità straordinaria per scavalcare i concorrenti. Per farsi trovare pronti, la ricetta strategica prevede pochi passaggi ma rigorosi:
- mantenere un’assoluta coerenza di dati su tutte le directory online;
- stimolare i clienti a lasciare recensioni dettagliate e “narrative”;
- aggiornare i testi del proprio sito web preferendo un linguaggio diretto, informativo e verificabile;
- coltivare una presenza editoriale autentica sui media del territorio.
Saranno proprio queste menzioni esterne a blindare l’autorevolezza del brand. Chi comprende questa meccanica oggi si assicura un vantaggio competitivo cruciale per i prossimi anni: quello di essere il primo nome che l’intelligenza artificiale deciderà di suggerire ai potenziali clienti in cerca di un servizio sul territorio.