di Alice Volpi
Nei giorni scorsi sono stati rinvenuti nel parco del quartiere Baio e nell’area del fiume, a Gorle, alcuni libri di testo bruciati. Il ritrovamento ha immediatamente destato allarme nella comunità locale e nell’ambiente scolastico.
Secondo le prime ricostruzioni, a dar vita ai roghi sarebbe stato un gruppo di ragazzi, tra cui anche alcuni studenti del territorio. L’episodio, che risulterebbe essere stato ripreso e successivamente diffuso attraverso i social dagli stessi protagonisti, è ora al vaglio della polizia locale, impegnata a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a identificare i responsabili.
Le indagini preliminari mirano a chiarire non solo le modalità del gesto, ma anche l’eventuale coinvolgimento diretto dei minori e le circostanze dei fatti. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sull’eventuale ruolo dei social nella diffusione dei contenuti, che avrebbero contribuito a rendere pubblico l’episodio e ad amplificarne la portata.
La vicenda ha suscitato forte preoccupazione all’interno della comunità scolastica. Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Margherita Hack” ha infatti inviato una lettera a famiglie, studenti e personale scolastico, nella quale esprime «profondo rammarico» e una netta condanna dell’accaduto.
Nel documento il dirigente definisce il rogo dei libri (…)