L’Osservatorio Mercato del lavoro della Provincia di Bergamo ha diffuso oggi (lunedì 6 luglio) i dati relativi al primo trimestre del 2026, che si è svolto in un contesto internazionale caratterizzato da un marcato aumento dell’incertezza. Nonostante ciò, l’economia italiana e il mercato del lavoro dipendente della provincia di Bergamo hanno mostrato una buona capacità di tenuta.
Cosa dicono i dati dell’Osservatorio su Bergamo?
La dinamica occupazionale nella nostra provincia rimane positiva, caratterizzata da andamenti settoriali differenziati, sia nell’industria che nel terziario, e da un’accentuata variabilità stagionale nelle dinamiche dei flussi. Nei primi tre mesi dell’anno si è registrata una sensibile accelerazione di entrate e uscite. Le assunzioni hanno superato quota 35 mila (35.464), riportandosi su livelli prossimi a quelli osservati all’inizio del 2023 e crescendo del 7,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Parallelamente sono aumentate anche le cessazioni (32.750; +6,5 per cento), segnale di un rafforzamento del turnover complessivo che ha generato, oltre ad un incremento delle ore lavorate, un saldo positivo tra gennaio e marzo di 2.714 posizioni, superiore al corrispondente dato di 2.173 di un anno fa. Ampliando l’osservazione agli ultimi quattro trimestri, il saldo occupazionale cumulato resta ampiamente positivo (+4.296 posizioni), in miglioramento rispetto alla fine del 2025 ma al di sotto del risultato (+5.976) di un anno fa.
Nei primi tre mesi dell’anno sono fortemente aumentate le assunzioni a tempo determinato (16.673 a Bergamo) con una crescita su base annua del +9,6 per cento (meno marcata che in Lombardia) e i nuovi contratti di missione dei lavoratori in somministrazione (9.154 a Bergamo) aumentati più della media regionale. Quanto ai rapporti a carattere permanente, i nuovi contratti a tempo indeterminato (8.162) sono cresciuti a Bergamo (+6 per cento) mentre sono diminuiti in Lombardia. Le assunzioni in apprendistato (1.475 in provincia) continuano a calare su base annua a Bergamo (-7,8 per cento) come in regione
In espansione ristorazione e alloggi, rallentano le costruzioni
I saldi per contratto, incluse le variazioni tra le diverse tipologie, indicano una ancora robusta crescita dei dipendenti a tempo indeterminato in provincia (+1.831 nel primo trimestre), in calo rispetto al risultato nel primo trimestre dell’anno scorso (+2.274) a causa del livello elevato delle cessazioni a inizio 2026 (10.899) e di una frenata (-5,4 per cento) delle trasformazioni a tempo indeterminato, che restano su valori assoluti (4.568) considerevoli.
A livello macro settoriale il rimbalzo stagionale riguarda soprattutto il terziario con 20.187 avviamenti (+12 per cento) e 19.406 cessazioni (+9,4 per cento) e un saldo netto positivo (+781) al di sopra del risultato di un anno fa. Le assunzioni crescono anche nell’industria (11.043, +4 per cento a Bergamo, con una variazione più alta della media regionale) generando un saldo positivo (+1.423) superiore al risultato dell’anno scorso. Nelle costruzioni le assunzioni restano stazionarie (4.234, -0,9 per cento) e il saldo è ancora positivo (+510) poco al di sotto del dato di un anno fa
Tra i comparti in espansione si confermano la ristorazione e gli alloggi, sempre meno caratterizzati dalla stagionalità, insieme al trasporto e al magazzinaggio. Rallenta invece il settore delle costruzioni, un andamento che dovrà essere attentamente monitorato nei prossimi mesi anche alla luce dell’esaurimento dell’effetto propulsivo degli investimenti legati al Pnrr. L’industria manifesta segnali di ripresa, ma permangono forti criticità in comparti interessati da crisi strutturali, come l’automotive, il tessile-abbigliamento e, in parte, la chimica, quest’ultima fortemente condizionata dall’attuale contesto geopolitico.
Nel primo trimestre le assunzioni a tempo pieno crescono su base annua (22.541, +9 per cento, più tra gli uomini che tra le donne) più di quelle a tempo parziale (10.911 +4,9 per cento). Complessivamente, le assunzioni femminili aumentano (+5,5 per cento) meno di quelle maschili (+9,2 per cento), diversamente da quanto si riscontra nella media lombarda. Il contributo al saldo della componente “nata all’estero” sale al 65 per cento della crescita provinciale all’inizio del 2026.
Il commento di Luca Nieri, Cisl Bergamo
«In un mercato del lavoro maturo come quello bergamasco diventa strategico rafforzare le politiche di inclusione, favorendo una maggiore partecipazione di donne, giovani e persone inattive. Parallelamente sarà fondamentale investire nella formazione continua, nell’innovazione e nell’incremento della produttività, così da sostenere la competitività del sistema economico provinciale anche in una fase di crescente scarsità di manodopera», così Luca Nieri, segretario Cisl di Bergamo, commenta i dati dell’Osservatorio provinciale.
«Bergamo – insiste il segretario Cisl orobico – dovrà continuare ad attrarre lavoratori qualificati da altri territori e dall’estero. Questo significa affrontare anche temi apparentemente esterni al lavoro, come il costo della casa, i trasporti, i servizi e la qualità della vita. In questo contesto il ruolo della contrattazione diventa ancora più strategico: la crescita futura della provincia dipenderà sempre meno dalla quantità di lavoro disponibile e sempre più dalla qualità del lavoro, dell’organizzazione e dell’innovazione ma anche della vita».