Fermi da otto anni

Sanità privata e Rsa, anche i sindacati bergamaschi in piazza: «Serve il rinnovo dei contratti»

Il 24 luglio ci sarà un nuovo presidio davanti al Ministero della Salute a Roma. Le organizzazioni dei lavoratori spiegano i motivi della protesta

Sanità privata e Rsa, anche i sindacati bergamaschi in piazza: «Serve il rinnovo dei contratti»

Anche a Bergamo la situazione della sanità privata e delle Rsa continua a destare preoccupazione. A richiamare l’attenzione sono stati i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, che denunciano il mancato rinnovo dei contratti nazionali e le ricadute sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini. La mobilitazione proseguirà venerdì 24 luglio con un presidio davanti al Ministero della Salute a Roma.

Contratti fermi da anni

Secondo questi sindacati, attualmente risultano essere oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori che stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: da otto anni nel comparto della sanità privata e da quattordici anni nelle Rsa.

Una situazione definita ormai insostenibile, che si traduce in organici insufficienti, turni sempre più pesanti, ferie spesso rinviate e condizioni di lavoro che stanno mettendo a dura prova il personale impegnato ogni giorno nell’assistenza ai pazienti.

Per una realtà come quella bergamasca, dove le strutture sanitarie private accreditate e le Rsa rappresentano una componente fondamentale della rete assistenziale, il tema sta guardando attentamente da vicino sia gli operatori sia le migliaia di cittadini che ogni giorno usufruiscono di questi servizi.

L’allarme: «Rischia di peggiorare la qualità dell’assistenza»

I sindacati hanno evidenziato come la mancata valorizzazione economica del personale stia rendendo sempre meno attrattive le professioni sanitarie nel settore privato. Molti operatori scelgono infatti di trasferirsi nel Servizio sanitario nazionale oppure di non accettare incarichi nelle strutture private accreditate e nelle Rsa, dove, a fronte delle stesse responsabilità e competenze, continuano ad applicarsi contratti scaduti da anni e retribuzioni inferiori.

Secondo le organizzazioni sindacali, questa situazione contribuisce ad aggravare la carenza di personale, aumentandone i carichi di lavoro e incidendo inevitabilmente sulla qualità e sulla sicurezza delle cure offerte ai pazienti, in particolare agli anziani, alle persone non autosufficienti e ai soggetti più fragili.

Le richieste al Governo e alle Regioni

I sindacati attribuiscono responsabilità sia alle associazioni datoriali Aiop e Aris, accusate di non aver ancora aperto un confronto concreto sul rinnovo dei contratti, sia alle istituzioni.

La richiesta rivolta a Governo e Regioni è quella di subordinare il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento delle strutture con il Servizio sanitario nazionale al rispetto e al tempestivo rinnovo dei contratti collettivi.

In base ai sindacati le risorse pubbliche destinate alla sanità privata devono garantire non solo la qualità dell’assistenza, ma anche il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il presidio venerdì 24 luglio

La mobilitazione proseguirà nella giornata di venerdì 24 luglio a Roma davanti al Ministero della Salute, dove i sindacati torneranno a chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle Rsa, il rafforzamento degli organici, il pieno rispetto del diritto alle ferie e l’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, che tutela il diritto a una retribuzione proporzionata e dignitosa.

«Non si tratta soltanto di una vertenza sindacale – hanno sottolineato i rappresentanti dei sindacati di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp – ma di una questione che riguarda il diritto alla salute dei cittadini. Senza professionisti adeguatamente valorizzati non può esserci un’assistenza di qualità».