divieti violati

Altri due morti annegati, la strage nei fiumi bergamaschi iniziata a maggio continua…

In due mesi sono otto i morti nei corsi d’acqua in Bergamasca, spesso di origine straniera, ignari del pericolo

Altri due morti annegati, la strage nei fiumi bergamaschi iniziata a maggio continua…

Otto morti nel giro di pochi mesi. È una strage quella registrata sui fiumi bergamaschi, a partire da maggio. Una tragica catena che nessun divieto di balneazione, nessuna esortazione, nessun invito, nessun consiglio finora sono riusciti a interrompere.

Solo nell’ultima settimana, due decessi. Persone di origine straniera. Aboubacar Sidibe aveva 16 anni. Nato in Costa d’Avorio, abitava con i genitori a Pontirolo Nuovo, ormai da un biennio. Frequentava il primo anno dell’Istituto superiore Archimede di Treviglio. Era un appassionato di calcio. Giocava nell’Accademia Gera d’Adda. Un po’ timido e silenzioso, si era presto integrato con il gruppo di compagni di gioco.

«Era un figlio bravissimo», ha detto suo padre straziato alle esequie, al centro culturale islamico di via Cenisio a Bergamo. Il giovane è morto tra domenica 28 e lunedì 29 giugno, dopo dieci giorni di ricovero all’ospedale Papa Giovanni.

Era arrivato in condizioni disperate venerdì 19 giugno. Quel giorno Aboubacar aveva raggiunto l’Adda, a Canonica, insieme ad alcuni amici. Volevano rinfrescarsi nelle acque del Predel, una lingua di terra che separa il fiume dall’imbocco della roggia Vailata. Pensavano che la corrente non fosse così forte. Che il fondale non fosse così profondo.

Eppure i divieti di balneazione c’erano. Il sedicenne ivoriano è entrato nel fiume ed è stato travolto dalla corrente (…)

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