La filiera del "4+2"

Il ministro Valditara alla nuova sede della Cdo: scuola e impresa, Bergamo in prima linea

In via Segherie Beretta 8 una partecipatissima tavola rotonda con istruzione e lavoro al centro: «Appassioniamo i giovani con una rivoluzione culturale»

Il ministro Valditara alla nuova sede della Cdo: scuola e impresa, Bergamo in prima linea

È stato un momento d’incontro importante quello tenutosi ieri (lunedì 13 luglio) nella nuova sede di via Segherie Beretta 8 della Compagnia delle Opere di Bergamo. I principali rappresentanti istituzionali e non del mondo del lavoro e della scuola del territorio hanno infatti partecipato a una “tavola rotonda” alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Focus sulla riforma degli Istituti tecnici e professionali e la cosiddetta filiera del “4+2”.

Un momento di ascolto e confronto diretto. Oltre al ministro, erano presenti imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, istituzioni locali, dirigenti scolastici, mondo universitario e Its Academy. Un ecosistema che a Bergamo trova da sempre una naturale capacità di collaborazione.

«L’educazione non è un settore, è una passione»

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Cdo Bergamo, Alberto Capitanio, che ha dato il benvenuto al ministro e aperto il confronto: «Dopo oltre 34 anni di attività, Cdo Bergamo riunisce 1.600 imprese associate che danno lavoro a oltre 36 mila persone, con un volume d’affari aggregato di 8,2 miliardi di euro. Ma il dato che oggi ci sta più a cuore è quello della formazione: solo quest’anno realizzeremo circa mille corsi per più di ottomila allievi. Il modello 4+2 parla la nostra stessa lingua: quella di una formazione che non resta sulla carta, ma incontra la realtà, il lavoro, la vita concreta dei ragazzi. È un ponte tra ciò che si impara e ciò che si diventa».

Un impegno che si estende anche al mondo educativo attraverso la rete nazionale di CdO Opere Educative – Foe (Federazione opere educative), con centinaia di istituti e migliaia di studenti coinvolti. Per la Foe erano presenti il presidente Massimiliano Tonarini e i rappresentanti delle Scuole Imiberg di Bergamo, Ettore Ongis, e della Traccia di Calcinate, Francesco Fadigati.

Valditara: «Appassionare i giovani è la nostra missione»

Nel suo intervento, Valditara ha posto al centro il tema della motivazione e del riconoscimento del talento: «Appassionare i giovani è la nostra missione. Io credo molto in loro: basta rappresentarli come bulli e sfaticati. Ho visitato 350 scuole in tutta Italia e ho trovato energia e curiosità straordinarie. Dobbiamo costruire una didattica che sappia intercettare e valorizzare i loro talenti».

Valditara ha definito la riforma 4+2 una vera «rivoluzione culturale», prima ancora che ordinamentale: quattro anni negli istituti tecnici o professionali seguiti da due anni negli Its Academy, con un forte raccordo con il mondo produttivo. «Dobbiamo superare l’idea che chi sceglie un istituto tecnico o professionale sia di serie B rispetto a un liceo – ha detto ancora il ministro -. In quei percorsi c’è un grande futuro per i nostri giovani. È necessario convincere anche le famiglie che questi cammini offrono opportunità concrete di realizzazione personale e professionale».

Bergamo come laboratorio di integrazione tra scuola e impresa

Dal confronto è emersa una forte convergenza: in un territorio a vocazione manifatturiera e industriale come quello bergamasco, la riforma rappresenta una risposta concreta al fabbisogno di tecnici specializzati e competenze avanzate.

Gli interventi dei rappresentanti istituzionali, del mondo imprenditoriale e accademico hanno evidenziato la necessità di:

  • rafforzare ulteriormente il dialogo strutturato tra scuola e impresa;
  • rendere i percorsi tecnici sempre più attrattivi e qualificanti;
  • investire sull’orientamento e sulla valorizzazione dei talenti individuali;
  • accompagnare le famiglie in una scelta più consapevole.

È emersa con chiarezza la consapevolezza che la competitività del sistema economico locale passa dalla qualità della formazione e dalla capacità di costruire filiere integrate tra istruzione e lavoro.

I partecipanti e gli interventi

A rappresentare le istituzioni erano presenti la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, il consigliere delegato della Provincia, Simone Nava, e l’onorevole Rebecca Frassini. La prima cittadina ha sottolineato come nella nostra città ci sia da tempo una collaborazione tra scuola, formazione e impresa. Lo ha fatto usando due parole chiave: filiera ed ecosistema. «La qualità delle relazioni è la chiave del successo».

Nava ha invece detto: «Crediamo molto nella formazione e trenta enti in Bergamasca fanno partire il 4+2». Infine, Frassini ha detto che questa riforma potrebbe consentire a tanti giovani di non dover andare all’estero per affermarsi. Ha aggiunto che l’impresa sarà protagonista del progetto educativo delle scuole e insistito sui laboratori: «Dalla didattica trasmissiva alla didattica laboratoriale».

Sono poi intervenuti il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri; la segretaria generale della Camera di Commercio di Bergamo, Maria Paola Esposito; il delegato del vescovo, mons. Giulio Dellavite; il presidente di Confindustria Bergamo, Matteo Zanetti; il presidente della Scuola edile di Bergamo, Fabio Benis. Il ministro ha risposto a tutte le sollecitazioni, le domande e le proposte avanzate dai presenti.