È stato un momento d’incontro importante quello tenutosi ieri (lunedì 13 luglio) nella nuova sede di via Segherie Beretta 8 della Compagnia delle Opere di Bergamo. I principali rappresentanti istituzionali e non del mondo del lavoro e della scuola del territorio hanno infatti partecipato a una “tavola rotonda” alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Focus sulla riforma degli Istituti tecnici e professionali e la cosiddetta filiera del “4+2”.
Un momento di ascolto e confronto diretto. Oltre al ministro, erano presenti imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, istituzioni locali, dirigenti scolastici, mondo universitario e Its Academy. Un ecosistema che a Bergamo trova da sempre una naturale capacità di collaborazione.
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Il rettore Sergio Cavalieri
Il rettore Sergio Cavalieri e, al suo fianco, la sindaca Elena Carnevali
Il rettore Sergio Cavalieri
Mara Paola Esposito (Camera di Commercio)
Mons. Giulio Dellavite
Il presidente di Confindustria Bergamo, Matteo Zanetti
Fabio Benis, Scuola edile di Bergamo
Ettore Ongis
Luciano Patelli, presidente di Confcommercio Bergamo
Il ministro Giuseppe Valditara
«L’educazione non è un settore, è una passione»
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Cdo Bergamo, Alberto Capitanio, che ha dato il benvenuto al ministro e aperto il confronto: «Dopo oltre 34 anni di attività, Cdo Bergamo riunisce 1.600 imprese associate che danno lavoro a oltre 36 mila persone, con un volume d’affari aggregato di 8,2 miliardi di euro. Ma il dato che oggi ci sta più a cuore è quello della formazione: solo quest’anno realizzeremo circa mille corsi per più di ottomila allievi. Il modello 4+2 parla la nostra stessa lingua: quella di una formazione che non resta sulla carta, ma incontra la realtà, il lavoro, la vita concreta dei ragazzi. È un ponte tra ciò che si impara e ciò che si diventa».
Un impegno che si estende anche al mondo educativo attraverso la rete nazionale di CdO Opere Educative – Foe (Federazione opere educative), con centinaia di istituti e migliaia di studenti coinvolti. Per la Foe erano presenti il presidente Massimiliano Tonarini e i rappresentanti delle Scuole Imiberg di Bergamo, Ettore Ongis, e della Traccia di Calcinate, Francesco Fadigati.
Valditara: «Appassionare i giovani è la nostra missione»
Nel suo intervento, Valditara ha posto al centro il tema della motivazione e del riconoscimento del talento: «Appassionare i giovani è la nostra missione. Io credo molto in loro: basta rappresentarli come bulli e sfaticati. Ho visitato 350 scuole in tutta Italia e ho trovato energia e curiosità straordinarie. Dobbiamo costruire una didattica che sappia intercettare e valorizzare i loro talenti».
Valditara ha definito la riforma 4+2 una vera «rivoluzione culturale», prima ancora che ordinamentale: quattro anni negli istituti tecnici o professionali seguiti da due anni negli Its Academy, con un forte raccordo con il mondo produttivo. «Dobbiamo superare l’idea che chi sceglie un istituto tecnico o professionale sia di serie B rispetto a un liceo – ha detto ancora il ministro -. In quei percorsi c’è un grande futuro per i nostri giovani. È necessario convincere anche le famiglie che questi cammini offrono opportunità concrete di realizzazione personale e professionale».
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Bergamo come laboratorio di integrazione tra scuola e impresa
Dal confronto è emersa una forte convergenza: in un territorio a vocazione manifatturiera e industriale come quello bergamasco, la riforma rappresenta una risposta concreta al fabbisogno di tecnici specializzati e competenze avanzate.
Gli interventi dei rappresentanti istituzionali, del mondo imprenditoriale e accademico hanno evidenziato la necessità di:
- rafforzare ulteriormente il dialogo strutturato tra scuola e impresa;
- rendere i percorsi tecnici sempre più attrattivi e qualificanti;
- investire sull’orientamento e sulla valorizzazione dei talenti individuali;
- accompagnare le famiglie in una scelta più consapevole.
È emersa con chiarezza la consapevolezza che la competitività del sistema economico locale passa dalla qualità della formazione e dalla capacità di costruire filiere integrate tra istruzione e lavoro.
I partecipanti e gli interventi
A rappresentare le istituzioni erano presenti la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, il consigliere delegato della Provincia, Simone Nava, e l’onorevole Rebecca Frassini. La prima cittadina ha sottolineato come nella nostra città ci sia da tempo una collaborazione tra scuola, formazione e impresa. Lo ha fatto usando due parole chiave: filiera ed ecosistema. «La qualità delle relazioni è la chiave del successo».
Nava ha invece detto: «Crediamo molto nella formazione e trenta enti in Bergamasca fanno partire il 4+2». Infine, Frassini ha detto che questa riforma potrebbe consentire a tanti giovani di non dover andare all’estero per affermarsi. Ha aggiunto che l’impresa sarà protagonista del progetto educativo delle scuole e insistito sui laboratori: «Dalla didattica trasmissiva alla didattica laboratoriale».
Sono poi intervenuti il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri; la segretaria generale della Camera di Commercio di Bergamo, Maria Paola Esposito; il delegato del vescovo, mons. Giulio Dellavite; il presidente di Confindustria Bergamo, Matteo Zanetti; il presidente della Scuola edile di Bergamo, Fabio Benis. Il ministro ha risposto a tutte le sollecitazioni, le domande e le proposte avanzate dai presenti.