Dopo anni di vertenze, diffide e sentenze, la trattativa tra Amazon Italia e i sindacati della logistica segna una svolta: raggiunti i primi due accordi nazionali. È un passaggio storico — la prima intesa di portata nazionale firmata dal colosso di Seattle a livello globale — che si intreccia da vicino anche con le vertenze aperte nel territorio bergamasco, tra i poli di Cividate al Piano e Casirate d’Adda. Qui sono infatti presenti 1.200 e 400 dipendenti a tempo indeterminato, che nei periodi di picco con i lavoratori in somministrazione arrivano a raddoppiare il numero complessivo.
Nuove regole per i dipendenti di tutti i siti italiani
Il pacchetto fissa regole per tutti i 54 siti italiani e i 20 mila addetti della filiera su due fronti caldi: videosorveglianza e conciliazione vita-lavoro. Sulle telecamere il punto fermo è chiaro: stop all’uso indiscriminato delle immagini per contestazioni disciplinari. I filmati potranno essere visionati solo in casi eccezionali (furti, dolo o colpa grave) e il lavoratore avrà sempre il diritto di guardarli insieme al sindacato.
Un tema fondamentale per il territorio bergamasco. A Cividate la Filt-Cgil aveva denunciato il controllo a distanza tramite login e classifiche di produttività inviate sui terminali, in contrasto con le prescrizioni dell’Ispettorato del Lavoro. Sempre a Cividate era arrivata la condanna per condotta antisindacale dal Tribunale di Bergamo, dopo il no dell’azienda a un’assemblea durante i Prime Days del 2024.
«I pronunciamenti e le battaglie di Bergamo hanno dimostrato che l’uso delle telecamere era un problema reale, non una nostra invenzione – commenta Pierluigi Costelli della Filt-Cgil di Bergamo -. Amazon ha sempre cercato di gestire il rapporto uno a uno con il singolo dipendente, perché il confronto sindacale non appartiene al suo Dna. Con questo accordo riaffermiamo la forza della rappresentanza collettiva garantita dalla Costituzione».
«È un cambio di passo netto – prosegue Costelli -: usciamo dalla fase dei protocolli e dei verbali di incontro per entrare in quella degli accordi veri e propri. La possibilità del dipendente contestato di accedere alle immagini assistito da un funzionario sindacale era una frontiera difficile da superare in un’azienda come quella. Così come la possibilità di osservare le immagini in tempo reale circoscritta solo a casi eccezionali».
Sul fronte delle tutele sociali, i permessi per emergenze e le assenze per malattia dei figli diventano diritti certi e non più concessioni discrezionali dell’azienda. Arrivano poi il congedo parentale frazionabile anche a singole ore, le ferie solidali tra colleghi e la copertura della retribuzione al 100 per cento per 18 mesi (fuori dal periodo di comporto) in caso di gravi patologie. Il tavolo negoziale riprenderà nei prossimi mesi: a settembre sulle questioni riguardanti salute e sicurezza e a ottobre per affrontare il premio di risultato.