Con la scomparsa di Luigi Rota, avvenuta lo scorso 16 luglio all’età di 93 anni, Mozzo perde molto più di un suo cittadino.
Se ne va l’uomo che, per decenni, ha raccolto, custodito e tramandato la memoria del paese, trasformando ricordi, fotografie e testimonianze in un patrimonio collettivo destinato a rimanere vivo anche per le future generazioni.
Il cordoglio dell’intera comunità è stato espresso dal sindaco Gianluigi Ubiali, che ha definito Rota «un autentico punto di riferimento per il nostro paese», sottolineando come abbia saputo tramandare «con passione, competenza e generosità il patrimonio di ricordi, vicende e tradizioni che costituiscono l’identità della nostra comunità».
Nato a Mozzo il 15 agosto 1932, figlio di Domenico Rota e Clementina Brena, Luigi visse sulla propria pelle gli anni più drammatici della Seconda guerra mondiale. Suo padre, carabiniere, venne deportato in Germania nel 1944 per non aver aderito alla Repubblica Sociale Italiana, mentre la madre, conosciuta da tutti come “la Menta”, lavorava come bidella e, contemporaneamente, come postina, percorrendo ogni giorno le strade del paese in bicicletta.
Quegli anni segnarono profondamente il giovane Luigi. Conservò per tutta la vita ricordi lucidissimi dei (…)