Foto Atalanta.it
La terza amichevole stagionale dell’Atalanta ha dato delle indicazioni interessanti. Negative nel primo tempo, positive quando i bergamaschi hanno girato la chiave iniziando a giocare forte, andando a ribaltare l’Arezzo dopo una prima frazione chiusa sotto di due gol. Proviamo ad analizza la partita in cinque punti.
La fatica è un mezzo, guai a non considerarla
L’Atalanta, contro l’Arezzo, ha fatto grande fatica nel primo tempo. Sono arrivati due gol in 7 minuti, i toscani di Bucchi potevano segnare ancora e fino al riposo la Dea non è piaciuta, soprattutto per atteggiamento e posizione in campo di diversi elementi. La squadra ha svoltato nella ripresa, sia prima che dopo i cambi sono arrivate occasioni e belle trame per una squadra che, in quanto cantiere aperto, deve accettare di avere difficoltà e soffrire. Indipendentemente dal livello dell’avversario. E queste difficoltà, che siano fisiche o tattiche, bisogna metterle in conto. Tutta esperienza.
Sarri sul pezzo, a voce alta e poi seduto
Nel primo tempo, Maurizio Sarri non si è seduto un attimo. I richiami per Gaetano («Non abbassarti così tanto, mi porti la squadra in area») sono stati preziosi per capire ciò che il mister chiede ai suoi giocatori nel cuore del gioco; quelli per Cassa e Bellanova sono stati altrettanto importanti, mentre su Zalewski, dopo diverse indicazioni e qualche errore del polacco, Sarri ha deciso di intervenire togliendolo al 40′ (il numero 59 non l’ha presa benissimo…). Nella ripresa sono arrivate, sul piano del gioco e dell’atteggiamento, risposte migliori e importanti. Il mister è parso molto più tranquillo ed è rimasto spesso seduto.
Le valutazioni si fanno adesso, vietato sbagliare
Anche ieri sera (26 luglio), in una zona delimitata e riservata della tribuna, c’erano i massimi vertici della società nerazzurra. Finito il ritiro, tante le valutazioni da fare, sia pensando alle opzioni che mancano (oggi Gaetano non ha un’alternativa di ruolo con caratteristiche simili e davanti, sulla corsia di sinistra, Maldini è in partenza), sia ai giocatori in esubero. Il tecnico ormai ha visto i giocatori per due settimane e quelli che mancano sono delle certezze rispetto a chi c’è. Però bisogna agire, a Zingonia lo sanno bene.
Nessuna sentenza
Né in positivo, né in negativo. Adesso è importante non farsi prendere dall’ansia e non sparare sentenze. Non sappiamo il peso del lavoro di Sarri, non sappiamo che lavoro sta facendo Scamacca e quale invece Krstovic piuttosto che i difensori o i centrocampisti. Senza avere la possibilità di sbirciare il lavoro quotidiano, ogni valutazione non può che essere parziale e legata solo alle amichevoli. Quindi troppo poco per sparare sentenze, ma abbastanza per fare – come detto – delle valutazioni.
C’è voglia di Dea, anche per pochi minuti
Fischio finale di Atalanta-Arezzo, ultime righe da scrivere e poi via verso casa. All’uscita, la sorpresa: qualche appassionato si è visto la partita in macchina sul telefonino ed è arrivato ai cancelli per salutare i giocatori. Anche solo per pochi minuti. Senza un ritiro fuori sede, con poche amichevoli e pochissime aperte al pubblico, diventa complicato per gli appassionati essere vicini alla squadra. Questa voglia di Atalanta è importante, chissà se ci sarà spazio per cambiare un po’ la situazione e agevolare i tifosi…