“Abbiamo recentemente approvato la legge per la localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili, cercando un punto di equilibrio tra esigenze energetiche e tutela del territorio. Proprio noi, come Forza Italia, abbiamo posto delle condizioni per salvaguardare i terreni agricoli”, ha detto il consigliere regionale Ivan Rota di Forza Italia.
Aree idonee per impianti fotovoltaici: favorire la transizione ecologica tutelando i terreni agricoli
“La transizione ecologica è importante, ma non a discapito di ambiente e produttività agricola – ha proseguito l’azzurro -. Con i colleghi Gallera, Mazzali e Cesana, che ringrazio, abbiamo presentato, prima in Commissione Agricoltura e poi in Commissione Ambiente, alcuni emendamenti sulla Sau (suolo agricolo utilizzato) interessati dall’installazione di questi impianti, tra questi sono contento sia stata accolto il nostro emendamento per fissare al 2% l’utilizzo del suolo a livello provinciale, integrando i limiti del 3% comunale e 0,8% regionale, una ulteriore garanzia per le provincie più soggette all’insediamento di impianti”.
“Il suolo agricolo non è semplicemente uno spazio disponibile – ha sottolineato Rota -. È soprattutto area produttiva, paesaggio e presidio ambientale, è identità delle nostre comunità rurali. Ed è anche, non dimentichiamolo, il frutto del lavoro quotidiano di migliaia di agricoltori e allevatori lombardi, che custodiscono il territorio ben oltre la sola funzione economica. Nella nostra Regione sono oltre 43mila le aziende agricole e con questo Pdl diamo delle norme per uno sviluppo omogeneo del fotovoltaico in Lombardia”.
“In Provincia di Bergamo si contano circa 4.800 aziende agricole, che garantiscono circa il 9% della produzione agricola lombarda, con una forte presenza di coltivazioni di cereali, allevamenti di bovini da latte e una crescente imprenditoria giovanile e femminile – ha concluso il consigliere regionale -. È giusto investire nell’energia pulita, purché questo non penalizzi chi lavora la terra per produrre cibo e garantirci un futuro, sottraendo loro spazi destinati alle coltivazioni”.